22 Luglio 2014

Anche dopo il decreto fare va abbattuto il piano sopraelevato senza titolo


14.07.22 Tar Anche dopo il decreto fare va abbattuto il piano soprelevato senza titolo

Chi ha sopraelevato un piano del fabbricato senza titolo deve abbatterlo anche dopo il decreto fare. Il dl 69/2013 ha sì modificato il testo unico dell’edilizia cancellando la necessità di rispettare la sagoma della costruzione ma non ha attenuato le altre regole, anzi le ha rinforzate: tutti gli interventi che comportano un incremento dei volumi restano ristrutturazioni edilizie e dunque impongono la titolarità del permesso di costruire. Lo precisa il Tar Campania con la sentenza 3867/14, pubblicata dalla quarta sezione.

Cubature e destinazioni
Niente da fare per la famiglia napoletana che ha costruito un intero piano senza autorizzazione: dopo il rapporto dei vigili urbani l’opera dovrà essere demolita. Evidente l’aumento dei volumi, il manufatto realizzato non può rientrare nell’ambito della ristrutturazione edilizia assentibile con Dia. E soprattutto è inutile invocare il decreto legge 69/2013. È vero: il legislatore ha modificato la lettera d) del comma 1 dell’art. 3 del testo unico dell’edilizia e risulta scomparso il riferimento alla necessità di rispettare la sagoma preesistente dell’edificio. Ma devono essere considerati interventi di ristrutturazione edilizia anche quelli che consistono nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quella preesistente: si tratta pur sempre di modifiche rilevanti. E deve sempre considerarsi nuova costruzione la realizzazione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l’ampliamento di quelli esistenti all’esterno della sagoma esistente. (lettera e.1 del comma 1 dell’art. 3 del testo unico). Insomma: resta la necessità del rilascio del permesso di costruire quando l’immobile da ricostruire ha una diversa volumetria, al di là del fatto che si verifichi la circostanza concorrente del mutamento della destinazione d’uso. Il concetto di ristrutturazione edilizia resta distinto dall’intervento di nuova costruzione per la necessità che la ricostruzione corrisponda (nella ristrutturazione), quanto meno nel volume e nella sagoma, al fabbricato demolito. E c’è anche le modifiche dei prospetti o delle superfici, oltre che del volume, fa in modo che l’opera rientri fra le ristrutturazioni soggette a permesso di costruire