10 Aprile 2014

Compie reato chi innaffiando le piante sporca il balcone del piano di sotto con l’acqua e il terriccio


14.04.10 Cassazione Compie reato chi innaffiando le piante sporca il balcone del piano di sotto con l’acqua e il terraccio

Il condomino che imbratta il balcone sottostante con perdite di acqua e terriccio delle piante configura il reato di getto pericoloso di cose che si risolve nell’altrui molestia: non regge che l’impianto d’irrigazione sia rotto se i «versamenti» sono protratti nel tempo e perseguiti nonostante le lamentele e le segnalazioni. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 15956 del 10 aprile 2014, ha ritenuto inammissibile il ricorso di un condomino contro la decisione del Tribunale di Roma che lo ha ritenuto responsabile del reato di getto pericoloso di cose perché, innaffiando i fiori del suo appartamento gettava acqua e terriccio nell’appartamento sottostante imbrattandone il davanzale e i vetri.
Per la terza sezione penale, in linea con la Corte capitolina, l’uomo è responsabile di tale reato osservando che «con la contravvenzione prevista dall’articolo 674 Cp viene punito il gettare o versare, in luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o altrui uso, cose atte ad offendere, imbrattare o molestare le persone, ovvero il provocare, nei casi non consentiti dalla legge, emissioni di gas, vapori o fumo atti a cagionare gli effetti predetti».
Insomma, la condotta può essere certamente qualificata come «versamento» nei termini delineati dall’articolo 674 Cp e che l’esito di tale azione rientra nell’altrui «offesa», «imbrattamento» o «molestia», essendo dotata di quella capacità offensiva che la disposizione richiede.

Pertanto, al ricorrente, responsabile penalmente visto che i versamenti (dati dall’attivazione del suo impianto di irrigazione automatica) si erano protratti nel tempo ed erano proseguiti nonostante le lamentele della persona offesa e le segnalazioni dell’amministratore del condominio, non resta che pagare mille euro di spese.