15 Maggio 2012

Con la servitù di passo i condomini hanno diritto alle chiavi del cancello senza passare per il portiere


Una copia delle chiavi a testa a ogni condomino avente diritto, e così sia: andate in pace. Hanno diritto all’accesso diretto sul fondo servente i residenti del fondo dominante che vantano una servitù di passo sul cortile del primo. E ciò senza dover chiedere di volta in volta l’apertura del cancello al portiere, che peraltro fa ormai orario ridotto nel condominio. È quanto emerge dalla sentenza 7560/12, pubblicata il 15 maggio dalla seconda sezione civile della Cassazione.
No limits Bocciato, nella specie, il ricorso dei proprietari del fondo servente, confermata la sentenza della Corte d’appello che ha riformato la decisione del giudice di prime cure. In primo grado la “guerra” fra vicini è risolta stabilendo che i condomini con diritto di passo avrebbero dovuto chiedere al portiere le chiavi del cancello di accesso. Il giudice di seconda istanza, invece, ritiene che consegnare una copia a ciascuno dei proprietari aventi diritto non costituisca un’intensificazione dell’onere a carico del fondo servente. A nulla vale, per i proprietari residenti presso quest’ultimo, obiettare che siano stati in verità i proprietari del fondo dominante a volere il ridimensionamento del servizio orario del portiere (evidentemente il servizio è in comune), vale a dire la circostanza che ha fatto da detonatore allo scoppio della lite. Via libera, insomma, alla servitù senza limiti. Spese compensate.

12.05.15 Cassazione 7560 Servitù di passo ,transito fondo servente doc_sentenza_62992