27 Ottobre 2011

Condominio, l’amministratore impugna la sentenza ma poi ha bisogno della ratifica dell’assemblea


Rappresentanza sì, ma non indiscriminata. Inammissibile la costituzione
dell’amministratore condominiale nel giudizio di cassazione in tema di parti
comuni laddove essa non risulta autorizzata dall’assemblea né ratificata in
seguito. È quanto emerge dall’ordinanza 22355/11, pubblicata il 26 ottobre 2011
dalla sesta sezione civile della Cassazione.

Sovranità limitata
Gli
“ermellini” ricordano la lezione delle Sezioni unite civili (cfr. 18331/10):
l’amministratore del condominio può ben essere convenuto nei giudizi relativi
alle parti comuni dell’edificio. Ma in tal caso è tenuto a dare subito notizia
all’assemblea della citazione e del provvedimento che va oltre i suoi poteri ex
articolo 1131 secondo e terzo comma Cc. Dunque? L’amministratore può costituirsi
in giudizio e impugnare la sentenza sfavorevole senza la preventiva
autorizzazione dell’assemblea, ma poi deve ottenere la necessaria ratifica del
suo operato da parte dell’assemblea: diversamente non eviterà la pronuncia di
inammissibilità dell’atto di costituzione ovvero di impugnazione.

 

11.10.26 Cassazione 22355 ratifica assemblea appelo sentenza