21 Maggio 2014

Detrazione Irpef al 50% se si spende più in mobili che per la ristrutturazione entro 10 mila euro


14.05.20 Decreto Casa

 È legge il dl casa. Dopo il sì di ieri alla fiducia al Governo, l’aula della Camera dà il via libera definitivo al testo con 277 voti favorevoli e 92 voti contrari (cfr. il documento correlato). Ai fini della prevista detrazione Irpef al 50 per cento le spese per il bonus mobili risultano adesso svincolate da quelle dei lavori di ristrutturazione edilizia ai fini della detrazione Irpef. Sono salvi fino al 2016 gli inquilini che denunciarono affitti in nero grazie alla proroga resasi necessaria dopo la bocciatura della norma ad hoc decisa dalla Corte costituzionale (cfr. “Bocciate le norme sugli affitti in nero per eccesso di delega del decreto sul federalismo municipale”, pubblicato il 14 marzo). Per gli alloggi sociali arriva la clausola di riscatto nel contratto di locazione.

Elettrodomestici di classe
Partiamo dal bonus mobili. Resta il tetto complessivo di 10 mila euro ma cade la norma secondo cui gli esborsi per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non potevano essere superiori a quelli sostenute per i lavori di ristrutturazione ai fini della detrazione Irpef, introdotto dal decreto legge 63/2013: lo sgravio vale per l’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ e forni di classe A comprati per arredare locali dove si svolgono i lavori agevolati dal fisco.

Proroga anti-sommerso
Fino alla fine del 2015 potranno restare in casa e pagare meno gli inquilini che denunciarono di pagare in nero l’affitto: il tutto grazie alla proroga intervenuta in seguito alla sentenza 50/2014 della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la norma secondo cui il contratto non registrato valeva quattro anni con canone annuo pari al triplo della rendita catastale. E ciò perché la sanzione automatica non era prevista dalla legge-madre.

Sconti per accordi
Sì alla cedolare secca scontata al 10 per cento per i canoni concordati anche chi per ha un contratto di locazione stipulato nei Comuni per i quali sia stato deliberato lo stato di calamità negli ultimi cinque anni. Aumentano gli interventi di edilizia sociale ad hoc per le persone sopra i sessantacinque anni.

Priorità all’assegnatario
Crescono le risorse per il fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e per quello dedicato ai morosi incolpevoli. Una volta trascorsi almeno sette anni dalla stipula del contratto di locazione, l’inquilino ha facoltà di riscattare l’alloggio sociale. Il pensionato che risiede all’estero e ha in Italia, una o più case sfitte, per una di queste non dovrà pagare l’Imu perché gli sarà considerata come prima casa.

Squatter nel mirino
Giro di vite anti-abusivi. Chi occupa le case popolari non potrà partecipare alle procedure di assegnazione per i cinque anni successivi alla data in cui risulta accertato l’ingresso non autorizzato nell’alloggio. Gli squatter non possono più ottenere le utenze dei servizi: l’allacciamento di acqua, energia elettrica, gas e telefono fisso è nullo senza il titolo che attesta la proprietà il regolare possesso o la detenzione dell’immobile per il quale si richiede il contratto.

Regola e deroga
Corsia preferenziale e fondi per Expo 2015: via libera alla deroga del Codice degli appalti per i contratti di sponsorizzazione e le concessioni di servizi in favore della società che gestisce i progetti dell’esposizione internazionale.