9 Settembre 2013

Durc via Pec valido quattro mesi. Valutazione rischi con modello semplificato nelle piccole imprese


Durc valido centoventi giorni e inviato con Pec a partire dal 2 settembre scorso. Agevolate le attività a basso rischio di infortuni. E l’incaricato del datore può sostituire il Duvri. Verifica delle attrezzature anche a privati abilitati. Per via telematica la denuncia degli infortuni da parte dell’Inail ad Asl, pubblica sicurezza e altre autorità. Certifi­cato medico di gravidanza comunicato dall’Asl per posta elettronica. Via al piano di sicurezza sostitutiva semplificato. Zone a burocrazia zero. Semplificazioni per acquisire la cittadinanza italiana. Sono le novità in tema di lavoro e previdenza contenute nel decreto fare, convertito dalla legge 98/2013, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 194/13 (cfr. in allegato la guida del ministero per la Pubblica amministrazione).

Requisiti e rilascio
Una vera e propria rivoluzione le disposizioni sul Durc, che non vale più solo novanta giorni né va richiesto a ogni segmento della procedura di aggiudicazione e stipula del contratto, ma unicamente nelle fasi fondamentali: il documento è sempre acquisito d’ufficio dalle stazioni appaltanti mediante gli strumenti informatici e resta utilizzabile anche per contratti pubblici diversi da quelli per cui è stato richiesto. E se mancano i requisiti per il rilascio? L’invito a regolarizzare le inadempienze deve essere trasmesso all’interessato mediante Pec o attraverso il consulente del lavoro. E ciò in tutti i casi in cui il Durc risulta necessario, vale a dire concessione di benefici, di sovvenzioni, contributi, sussidi finanziamenti previsti dalla normativa europea, nazionale e regionale.

Compensazione libera
La procedura compensativa è estesa agli appalti pubblici e a quelli privati del settore edile. Se il Durc segnala un’inadempienza contributiva relativa a uno o più soggetti impiegati nell’esecuzione del contratto, le stazioni appaltanti trattengono dal pagamento l’equivalente dell’importo non versato e lo girano agli enti previdenziali e assicurativi o alla cassa edile. Insomma: sì al rilascio del documento di regolarità compensando debiti e crediti nei confronti dell’amministrazione. Da lunedì 2 settembre, intanto, il documento unico di regolarità contributiva è recapitato soltanto via posta elettronica certificata: lo chiarisce l’Inps con il messaggio 13414/13, dove si precisa che «l’inoltro della richiesta» è consentito «solo se il sistema dello sportello unico previdenziale rileva l’avvenuta registrazione, nell’apposito campo, dell’indirizzo Pec della stazione appaltante/amministrazione procedente, delle Soa e delle imprese». Dalla stessa data per le pubbliche amministrazioni e per le imprese il Durc è recapitato dall’Inail, dalle casse edili e dall’Inps «esclusivamente tramite Pec, agli indirizzi indicati dagli utenti nel modulo telematico di richiesta» (cfr. in allegato il documento diffuso dall’istituto previdenziale).

Cinque fasi
Nell’ambito dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture il Durc risulta necessario: per la verifica dei requisiti di ammissibilità alla procedura di appalto, in particolare la commissione di «violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali»; per l’efficacia dell’aggiudicazione del contratto; per la stipula; per il pagamento degli stati di avanzamento lavori o delle prestazioni di servizi e forniture; per i certificati di collaudo, di regolare esecuzione, di verifica di conformità e per il pagamento del saldo finale. Dopo la firma del contratto il documento deve esser acquisito ogni centoventi giorni e risulta utilizzabile per il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori e per il rilascio dei diversi certificati di collaudo, mentre per il pagamento del saldo finale le amministrazioni appaltanti sono obbligate ad acquisire un nuovo Durc. In caso di inadempienze l’impresa deve mettersi in regola entro quindici giorni. Fino al 31 dicembre 2014 la semplificazione si applica anche ai lavori edili per i soggetti privati. Quando il privato svolge lavori di manutenzione in economia, senza ricorrere a un’impresa, non deve richiedere all’amministrazione il documento unico di regolarità contributiva.

Fac simile
Le aziende che operano nei settori di attività a basso rischio di infortuni e malattie professionali potranno effettuare la valutazione del rischio utilizzando un modello semplificato. Resta tuttavia ferma la facoltà delle aziende di utilizzare le procedure standardizzate già previste. Sarà un decreto del ministero del Lavoro a stabilire quali sono i comparti dove la probabilità di incidenti è meno alta: si punta a evitare che, ad esempio, un piccolo negozio sia sottoposto agli stessi adempimenti cui risulta tenuto uno stabilimento manifatturiero che fa lavorazioni pericolose. Il provvedimento che circoscrive i settori agevolati sarà emanato in base ai suggerimenti della commissione permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, cui partecipano i rappresentanti delle parti sociali e delle autonomie territoriali, ai dati forniti dall’Inail e previa intesa nella conferenza Stato-Regioni. Il modello semplificato sarà allegato al decreto.

Incaricato qualificato
Passiamo al Duvri, il documento di valutazione dei rischi da interferenza che è necessario quando nello stesso ambiente operano soggetti appartenenti a imprese diverse. Nei settori a basso rischio di infortuni il datore può evitare la redazione del Duvri nominando un suo incaricato, in possesso di formazione e aggiornamento adeguati, che si occupi di coordinarsi con le imprese in modo da consentire la cooperazione. L’individuazione dell’incaricato o la sua sostituzione devono essere annotate nel contratto di appalto o di opera. La semplificazione non si applica ai rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. E comunque bisogna aspettare il decreto ministeriale che individua i comparti agevolati affinché le disposizioni possano entrare in vigore. Sì modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezza sostitutivo (Pss) nei contratti relativi ai lavori pubblici. Idem dicasi nei cantieri temporanei e mobili per il piano operativo di sicurezza (Pos), quello di sicurezza e coordinamento (Psc) e il fascicolo dell’opera. Ma anche qui serve il decreto ministeriale.

Pubblico e privato
Veniamo ai controlli delle attrezzature di lavoro. I termini per effettuare la prima verifica periodica delle attrezzature di lavoro si riducono da sessanta a quarantacinque giorni. Se il soggetto pubblico non è in grado di effettuare la verifica di propria competenza deve comunicarlo al datore entro quindici giorni. In caso di comunicazione negativa o comunque dopo quarantacinque giorni, l’azienda può rivolgersi a soggetti pubblici o privati abilitati ai controlli e altrettanto vale per le verifiche successive. Le semplificazioni riguardano anche l’avvio di nuove attività l’invio della notifica preliminare attraverso lo Sportello unico (insieme all’istanza o alla segnalazione relativa all’avvio delle attività produttive), che provvederà a trasmetterla all’organo di vigilanza. Vari obblighi di comunicazione e notifica contenuti nel testo unico della sicurezza sul lavoro devono ora essere adempiuti per via telematica. Addio duplicazioni nella formazione professionale: le modalità per il riconoscimento dei crediti sono stabilite dalla conferenza Stato-Regioni. Quanto alla burocrazia zero, partono percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa per gli impianti produttivi, per l’avvio e l’esercizio delle attività delle imprese sul territorio.

Enti e adempimenti
Cambia anche l’iter della denuncia degli infortuni che è effettuata (dal primo luglio obbligatoriamente per via telematica) dal datore all’Inail, mentre all’autorità di pubblica sicurezza, che la trasmette alle Asl, risulta generalmente inviata per raccomandata con ricevuta di ritorno. Ora l’Inail inoltra le denunce per via telematica all’autorità di pubblica sicurezza, all’Asl e alle altre autorità. La disposizione diventerà operativa sei mesi dopo l’entrata in vigore del decreto che prevede le modalità tecniche di funzionamento del sistema informativo per la prevenzione. Ancora: il certificato medico che indica la data presunta del parto, il certificato di parto e il certificato di interruzione di gravidanza sono trasmessi dal medico del servizio sanitario nazionale o dalla competente struttura sanitaria pubblica o privata convenzionata, esclusivamente per via telematica, con le modalità definite da un decreto interministeriale ad hoc. Semplificazioni in arrivo anche per le prestazioni lavorative di breve durata.

Passaporto tricolore
Allo straniero o all’apolide, nato in Italia, che voglia acquisire la cittadinanza italiana, non sono imputabili le eventuali inadempienze riconducibili ai genitori o agli uffici della pubblica amministrazione. L’interessato può dimostrare il possesso dei requisiti con ogni altra documentazione idonea (ad esempio, con certificazioni scolastiche o mediche, attestanti la presenza del soggetto in Italia sin dalla nascita e l’inserimento dello stesso nel tessuto socio-culturale). Gli ufficiali di stato civile, nei sei mesi precedenti al compimento dei diciotto anni, devono comunicare all’interessato che, entro il termine di un anno, può presentare dichiarazione di voler acquisire la cittadinanza. In mancanza di comunicazione, il diritto può essere esercitato anche dopo lo scadere del termine di un anno.
13.09.09 Inps Durc – allegato_12428-1378706886
13.09. 09 Guida Semplificazioni allegato_12428-1378706777