1 Novembre 2014

È di proprietà di tutti i condomini l’intercapedine posta tra le fondamenta dello stabile


allegato_18413-1414768860

L’intercapedine posta tra le fondamenta dello stabile è da considerarsi
proprietà comune e non esclusiva di un singolo. A sancirlo è la seconda
sezione civile della Cassazione con la sentenza n. 23304, pubblicata oggi.
Piazza Cavour rigetta il ricorso di una società contro la decisione della Corte
d’appello di Palermo che, in conferma della sentenza di primo grado,
accoglieva le istanze di alcuni condomini. I proprietari degli appartamenti siti
nel Condominio agivano nei confronti della società ricorrente, costruttrice del
fabbricato, perché aveva realizzato due aperture sul muro del fabbricato per
accedere a un’intercapedine che esisteva tra le fondamenta dello stabile. Le aperture, a giudizio dei
condomini, erano illegittime e, pertanto, la società doveva ripristinare lo stato dei luoghi. Dal suo canto, la
ricorrente sosteneva, invece, che l’intercapedine, entità autonoma, era di sua proprietà esclusiva.
Il giudice di merito rigettava il gravame, richiamando l’orientamento della giurisprudenza di legittimità
secondo il quale «il pavimento del piano terra deve essere considerato suolo su cui poggia l’edificio, ai fini
della presunzione di comunione ex articolo 1117 c.c., anche a prescindere dall’attuale destinazione a servizi
di interesse collettivo o dalla possibilità di siffatta utilizzazione, in mancanza di titolo che ne attribuisca la
proprietà esclusiva». Principio che vale anche per l’intercapedine «esistente tra il piano di posa delle
fondazioni dell’edificio e la prima soletta del piano interrato, che è destinata alla aerazione o coibentazione
del fabbricato». La pronuncia della Corte territoriale, ad avviso di Piazza Cavour, è ben motivata, ragion per
cui, il ricorso della società deve essere respinto.
Gli “ermellini” sostengono, infatti, che il giudice di merito ha correttamente applicato l’articolo 1117 c.c., per
cui, «l’intercapedine esistente tra il piano di posa delle fondazioni di un edificio condominiale, che costituisce
il suolo di esso, e la prima soletta del piano interrato, se non risulta diversamente dai titoli di acquisto delle
proprietà, deve essere considerata proprietà comune, in quanto destinata all’aerazione o coibentazione del
fabbricato». La Corte suprema rigetta il ricorso e condanna la società al pagamento delle spese processuali.