3 Gennaio 2014

È nulla perché elude il fisco la scrittura privata a latere con integrazione del canone di locazione


14.01.03 Cassazione РNulla perch̬ elude il fisco la scirttura privata a latere con integrazione del canone di locazione

Le conseguenze dell’abuso del diritto sul piano fiscale potrebbero farsi molto più gravi. Infatti, con una lunga ordinanza interlocutoria – 37 del 3 gennaio 2014 – la terza sezione civile rimette gli atti alle Sezioni unite civili affinché dichiarino la nullità delle scritture private con le quali si eludono le imposte, in particolare del patto in deroga al canone di locazione.

Secondo un vecchio orientamento giurisprudenziale, infatti, (sentenza n. 16089/2003) gli accordi a latere della locazione sottoscritti ma non registrati al solo scopo di eludere il fisco rimarrebbero violazioni solo sul pianto tributario ma non avrebbero come conseguenza la nullità dell’accordo fra privati.

Per la terza sezione civile del Palazzaccio è ora di rimeditare questa tesi considerando che ogni tipo di accordo che lede gli interessi altrui, anche i soli interessi dell’Erario, dev’essere dichiarato nullo.

Sul punto in sentenza si chiarisce che «in considerazione dello scopo pratico dalle parti (e in particolare a una di queste, il locatore) con tale stipulazione appunto perseguito, e pertanto della relativa causa concreta (causa concreta che come la Cassazione ha già avuto modo di affermare si sostanzia nell’interesse o scopo pratico anche tacitamente obiettivato che la specifica operazione contrattuale posta in essere dalle parti è funzionalmente diretta a soddisfare), essa si rivela pertanto come imprescindibilmente connotata dalla vietata finalità di elusione fiscale, e, pertanto, conseguentemente affetta da invalidità».

In altri termini, d’ora in avanti e, sempre che il Massimo consesso di Piazza Cavour accolga la tesi proposta dalla terza sezione, potrebbe accadere che i contratti stipulati al solo scopo di eludere il fisco potrebbero essere nulli anche sul piano civilistico.

Una conseguenza non da poco.

Ora non resta che aspettare la decisione del Collegio esteso per capire fin dove il principio dell’abuso del diritto sconfinerà, ancora in assenza di una legge approvata dal Parlamento.

La Procura generale del Palazzaccio aveva invece sollecitato in udienza l’accoglimento del ricorso presentato dal locatore che chiedeva fosse pronunciata la validità del patto in deroga fra lui e il conduttore.