3 Febbraio 2014

È ufficiale: per il riclassamento dell’immobile il Territorio non può limitarsi a motivare sui dati catastali


14.02.03 Cassazione Per il ricalssamento catastale il Territorio non può limitarsi a motivare sui dati catastali

Non basta l’enunciazione dei dati catastali per giustificare il riclassamento dell’immobile: quando l’Agenzia del territorio ritocca la rendita del cespite, deve comunque motivare sulle trasformazioni intervenute sulla singola unità immobiliare oppure nel contesto urbano. Lo chiarisce la Suprema corte con l’ordinanza 2357/14, pubblicata il 3 febbraio dalla sesta sezione civile: gli “ermellini” scrivono a chiare lettere che oramai la sezione tributaria della Cassazione ha mutato orientamento, tornando all’antico, cioè a un indirizzo interpretativo che si riteneva superato (cfr. 19812/12, fra le prime del revirement “Illegittimo l’adeguamento della rendita catastale basato sul miglioramento delle infrastrutture urbane”, pubblicata il 14 novembre 2012).

Qualità e reddito
Accolto il ricorso del contribuente: i giudici di legittimità decidono nel merito annullando il provvedimento impositivo. La controversia nasce dopo che il Comune di Napoli chiede al Catasto di verificare i classamenti degli immobili, che non risultano aggiornati o congrui, come spesso avviene nelle grandi aree urbane. L’Agenzia esegue, spiegando di aver effettuato il nuovo classamento tenendo delle peculiarità dell’immobile, dalle caratteristiche edilizie del cespite fino al fabbricato che lo comprende; non solo: le infrastrutture urbane nella zone risultano migliorate e, dunque, sono aumentate la qualità ambientale e la capacità reddituali degli edifici. Ma la motivazione specifica dell’atto proveniente dal Territorio si limita comunque a enfatizzare il miglioramento delle infrastrutture limitandosi poi alla mera enunciazione dei dati catastali. Il che, secondo il “nuovo-vecchio” orientamento di legittimità, non basta più: laddove il riclassamento nasce dai miglioramenti del contesto urbano, l’amministrazione è tenuta a indicare l’atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri della microzona in cui sorge l’unità immobiliare; quando invece l’aumento della rendita scaturisce dalle trasformazioni specifiche vissute dall’immobile, allora l’Agenzia deve specificare le trasformazioni edilizie realizzate: il tutto per consentire al contribuente di conoscere i presupposti dell’atto impositivo. Spese di giudizio compensate perché l’indirizzo giurisprudenziale si è «assestato» dopo la proposizione del ricorso.