13 Novembre 2013

Fuori causa gli altri condomini quando uno solo accusa l’altro di aver rubato spazio al parcheggio


Nella guerra “fratricida” fra due condòmini per lo spazio rubato dal box auto del primo al parcheggio dell’edificio restano fuori tutti gli altri condomini, laddove è solo il secondo residente ad avere un interesse concreto perché l’opera abusiva del rivale gli ha tolto il margine di manovra necessario per posteggiare l’auto. E ciò anche se, in fin dei conti, l’area su cui si controverte è di proprietà comune: ai fini della sussistenza del litisconsorzio necessario conta soltanto l’interesse concreto delle parti. Lo stabiliscono le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza 25454/13, pubblicata il 13 novembre, componendo un contrasto di giurisprudenza.

Utilità pratica Il massimo consesso nomifilattico ricorda che il giudice, nell’esercizio del suo potere-dovere di controllare d’ufficio il rispetto del principio del contraddittorio nei casi di litisconsorzio necessario, deve prendere in considerazione esclusivamente le domande proposte dalle parti e non anche le eventuali eccezioni, comprese le riconvenzionali. Sul comproprietario che agisce per l’accertamento del suo diritto e il conseguente rilascio incombe la prova dell’acquisto di una quota del bene e non di quale sia l’esatto regime proprietario del cespite: non chiede quindi che sia accertata con efficacia di giudicato la posizione degli altri comproprietari; un litisconsorzio a ogni costo sarebbe una soluzione processualmente costosa e ormai superata dagli eventi (cfr. la sentenza 11523/13, citata dallo stesso collegio: “Sì alla simulazione per interposizione fittizia dell’acquirente anche se l’alienante non era in giudizio”, pubblicata il 14 maggio scorso). Insomma: va esclusa la necessità che partecipino al giudizio tutti gli altri condomini senza che possa assumere valore dirimente la possibilità teorica che dopo il rigetto dell’azione del singolo rimanga concepibile che a esperire un’analoga azione, questa volta con successo, sia il condominio e che in via di fatto il primo soccombente venga a giovarsene. In ogni caso, conclude il collegio esteso, a determinare quale sia l’area destinata a parcheggio è sempre e solo l’atto concessorio, che vincola il costruttore alla destinazione a posteggio delle auto e che costituisce il riferimento a cui ancorare ogni controversia sulla natura condominiale o privata delle parti del complesso residenziale.

13.11.13 Cassazione Sezione Unite – Fuori casua gli altri condomini quando uno solo accusa l’altro di aver rubato spazio al parcheggio