3 Gennaio 2014

Ha diritto alle agevolazioni sulla prima casa il nudo proprietario che non ha ancora ottenuto il consolidamento dell’usufrutto


Il nudo proprietario ha diritto alle agevolazioni fiscali sulla prima casa anche se non ha ancora ottenuto il consolidamento dell’usufrutto.

Lo ha sancito la Ctr di Milano che, con la sentenza n. 144/2013, ha accolto il ricorso di una contribuente ribaltando completamente il verdetto della Ctp.

No solo. Il termine triennale per l’accertamento da parte dell’ufficio del registro decorre dalla notizia della dichiarazione mendace circa l’intenzione di adibire l’immobile a prima abitazione.

I Giudici hanno infatti spiegato che se il legislatore non ha fissato specificamente un termine entro il quale si deve realizzare una condizione dalla quale dipenda la concessione di un beneficio, tale termine non potrà essere mai più ampio di quello previsto per i controlli e che in tema di agevolazioni tributarie, i benefici fiscali per l’acquisto della prima casa in favore dell’acquirente di immobile destinato ad abitazione non di lusso, possono essere conservati a condizione che il contribuente realizzi l’intento – dichiarato nell’atto di acquisto – di destinare l’immobile a propria abitazione entro il termine di decadenza stabilito per l’esercizio del potere di accertamento di ufficio. Tuttavia, si ricorda in sentenza, la stessa Corte di legittimità ha anche affermato che oggetto dell’acquisto nell’atto oneroso agevolato è anche la nuda proprietà; naturalmente il nudo proprietario acquirente deve dichiarare a pena di decadenza, in sede di compravendita della casa, “di adibirla a propria abitazione” (art. 1, comma 6 L. 22 aprile 1982 n. 168), il che potrà avvenire con la consolidazione con l’usufrutto.

E ancora, l’applicazione delle “comuni norme dell’ordinamento” di cui all’art. 2946 e seguenti del codice civile comporta che il termine triennale per l’azione accertatrice inizia a decorrere dalla data in cui gli uffici si trovino nelle condizioni di contestare la perdita del trattamento agevolato, vale a dire dal momento in cui è accertabile la mendacità delle dichiarazioni rese in sede di registrazione. Ne consegue che la data dalla quale decorre il termine per l’esercizio dell’azione accertatrice varia a seconda che la mendacità della dichiarazione resa nell’atto si riferisca a situazioni in corso al momento della registrazione (mendacio originario) oppure sia conseguente a fatti o comportamenti successivi (mendacio sopravvenuto).

La contribuente ha quindi ottenuto dalla Ctr di Milano l’annullamento dell’avviso di liquidazione. Il Collegio ha però compensato le spese processuali.