14 Giugno 2012

Il condomino non può chiedere i danni per la propagazione di polveri nell’aria causate dall’impresa che esegue i lavori


Il condomino non può chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale all’impresa che opera interventi edilizi nel palazzo solo perché nell’eseguire i lavori fa molta polvere o danneggia il sistema di allarme. Si tratta infatti di intrusioni minime nella sfera personale che scaturiscono dalla convivenza e che ciascuno è obbligato a tollerare. Lo ha affermato la terza sezione civile della Cassazione con la sentenza 9735/2012 che ha respinto il ricorso di un condomino nei confronti della ditta che stava eseguendo lavori di ristrutturazione. In particolare i giudici di legittimità hanno affermato che il danno non patrimoniale, per essere risarcibile, nel senso che l’offesa deve superare la soglia minima di tollerabilità. Ne consegue che il pregiudizio non deve essere futile, vale a dire che non può consistere in meri disagi o fastidi ovvero nella lesione di diritti del tutto immaginari. Ora, ha concluso il collegio, i malfunzionamenti dei sistemi di protezione e la presenza di polvere all’interno del fabbricato non superano la soglia minima di necessaria tolleranza e non sono pertanto risarcibili.

12.06.14 Cassazione Il condomino non può chiedere i danni x le polveri durante i lavori