29 Agosto 2012

Il condomino proprietario del piano sottostante può trasformare parte del tetto


Il condomino, proprietario del piano sottostante al tetto comune, può trasformare una parte del tetto dell’edificio in terrazza ad uso esclusivo proprio. Ciò a patto che sia salvaguardata, mediante opere adeguate, la funzione di copertura e protezione delle sottostanti strutture svolta dal tetto preesistente, restando così complessivamente mantenuta, per la non significativa portata della modifica, la destinazione principale del bene. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 14107/2012, ha accolto il ricorso di una società che aveva trasformato delle soffitte di sua proprietà in mansarde abitabili, con un parziale abbattimento del tetto e innalzamento della parte residua. Rimeditando un consolidato orientamento la seconda sezione civile ha aderito al recente orientamento che permette la trasformazione della cosa comune, in molti casi – si legge in sentenza – l’apertura di finestre, purchè non venga pregiudicato l’uso da parte degli altri condomini. Insomma, qualora non siano specificamente individuabili i sacrifici in concreto imposti al condòmino che si oppone, non si può proibire la modifica che costituisca uso più intenso della cosa comune da parte del singolo, anche in assenza di un beneficio collettivo derivante dalla modificazione. Non lo si può chiedere in funzione di un’astratta o velleitaria possibilità di alternativo uso della cosa comune o di un suo ipotetico depotenziamento, ma solo ove sia in concreto ravvisabile che l’uso privato toglierebbe reali possibilità di uso della cosa comune agli altri potenziali condomini-utenti. Dunque un cambio di rotta della suprema corte che analizza in sentenza in modo chiaro i limiti dell’art. 1102 del Codice Civile

12.08.24 Cassazione 14107 uso del tetto da parte del proprietario dell’ultimo piano