1 Settembre 2014

Il coordinatore dell’esecuzione dell’opera risponde dell’incidente anche se segnalò i ponteggi a rischio


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Anche il coordinatore per la progettazione e l’esecuzione dell’opera risponde con il datore dell’infortunio sul lavoro, benché abbia segnalato l’inadeguatezza delle strutture: è vero, il professionista che assume la veste di Cse non risulta tenuto ad andare tutti i giorni a controllare le attività, ma proprio perché svolge una funzione di raccordo fra le imprese operanti nel cantiere deve vigilare sull’attuazione del piano di sicurezza. È quanto emerge dalla sentenza 36510/14, pubblicata il primo settembre dalla quarta sezione penale della Cassazione.

Cooperazione colposa
Niente da fare per il tecnico: confermata la condanna pronunciata dopo l’assoluzione in primo grado. Non giova all’imputato eccepire di aver segnalato che i ponteggi fossero a rischio-caduta oggetti dall’alto e, addirittura, di aver sospeso la prestazione professionale fino all’adeguamento delle cautele. In realtà l’obbligo del Cse non può limitarsi a indicare i fattori di pericolo, ma deve ritenersi esteso alla verifica dell’effettiva e tempestiva predisposizione di dispositivi di sicurezza in grado di evitare incidenti: in soldoni il professionista sarebbe dovuto intervenire prima che gli operai infortunatisi accedessero all’area. Non si può dunque smentire la configurabilità del reato di cooperazione colposa in lesioni pluriaggravate.

Chi fa cosa
La pronuncia della Suprema corte costituisce un utile vademecum sugli oneri antinfortunistici delle imprese e sul relativo riparto di responsabilità. Spetta al coordinatore redigere il Psc, il piano sicurezza e coordinamento che contiene l’analisi sulla sicurezza e l’indicazione degli strumenti necessari a garantirlo. Il Psc risulta complementare al Pos, il piano operativo di sicurezza che è a carico del datore. Ma a chi svolge la funzione Cse compete anche verificare l’adeguatezza del Pos. Ogni impresa che esegue i lavori nel cantiere deve preparare il suo Pos: per farlo è necessario analizzare e valutare i rischi per la salute e la sicurezza specifici per l’impresa e per l’opera, rispetto a caratteristiche proprie del luogo, alle modalità operative e all’utilizzo di attrezzature. Una volta individuati i rischi è obbligatorio completare il piano operativo di sicurezza con l’indicazione delle misure di sicurezza da adottare nelle varie fasi lavorative. Il datore è tenuto a vigilare sulla sicurezza dei lavori e sull’applicazione delle disposizioni prevista con il piano di sicurezza oltre che coordinare gli interventi per garantire le misure generali di sicurezza. Nella specie la condanna scatta perché emerge che sono stati sottovalutati i pericoli dell’attività di saldatura. Non resta che pagare le spese.