1 Agosto 2012

Il cortile condominiale diventa parcheggio anche se il regolamento prevede solo il transito dei veicoli


Chi l’ha detto che il cortile dell’edificio, destinato al mero transito, non può diventare un vero proprio parcheggio per le auto dei residenti? Certo non il condominio, che anzi approva una delibera ad hoc dando il via libera alla sosta delle auto, nell’area un tempo destinata al solo passaggio per accedere al piano sotterraneo. A sostenere la tesi del no-parking sono rimasti solo due condomini, forse perché non hanno la macchina o non vogliono rumore o altri fastidi sotto le finestre: fatto sta che si richiamano a una norma che ha natura contrattuale, in quanto risale al rogito stipulato dagli originari proprietari esclusivi del fabbricato, e che destina l’area al transito. La tesi convince i giudici del merito. Ma non la Cassazione: l’interpretazione del regolamento offerta dalla Corte territoriale va oltre il dato testuale e finisce per desumere l’esistenza di un divieto di parcheggio – e dunque di una limitazione all’uso del bene comune – che in realtà non esiste. La giurisprudenza di legittimità è infatti ferma nel ritenere che la destinazione della corte comune ad area di sosta risulta compatibile con l’uso consentito ai singoli proprietari esclusivi. È quanto emerge dalla sentenza 13728/12, pubblicata dalla seconda sezione civile della Suprema corte.
Decisione legittima Accolto, contro le conclusioni del pm, il ricorso del condominio dopo la doppia sconfitta in sede di merito. Troppo frettoloso l’annullamento della delibera con cui l’assemblea vota a maggioranza di aprire il cortile dell’edificio alla sosta dei veicoli appartenenti ai residenti. In realtà il regolamento invocato dai due proprietari “recalcitranti” non dispone limitazioni all’uso del bene comune: il via libera al parcheggio, quindi, può ben essere deciso senza l’unanimità dei condomini. La decisione dell’assemblea è tutt’altro che illegittima come ritenuto in sede di merito: la Corte d’appello, infatti, non spiega perché l’uso del cortile comune a passaggio (anche veicolare) prescritto dalla norma contrattuale dovrebbe impedire ogni diverso uso del bene comune; le due destinazioni, diverse ma in un certo senso complementari, risultano infatti astrattamente compatibili. Insomma: la motivazione della sentenza è insufficiente su di un punto decisivo della controversia e, scendendo nel concreto, sarà il giudice del rinvio a chiudere definitivamente la lite

12.08.01 Cassazione -Il cortile condominiale diventa parcheggio anche se il regolamento prevede solo il transito dei veicoli