7 Agosto 2014

Il giudice non può sindacare nel merito le delibere condominiali a contenuto negativo


14.08.07 Tribunale di Genova – Il Giudice non può sindacare nel merito di delibere a contenuto negativo

L’autorità giudiziaria non può sindacare nel merito le delibere condominiali a contenuto negativo, quelle cioè che non approvano uno o più punti dell’ordine del giorno. L’impugnazione di questi provvedimenti, infatti, è consentita solo se la decisione è contraria alla legge o al regolamento ma l’indagine non può spingersi fino al controllo del potere discrezionale che l’assemblea esercita quale organo sovrano della volontà dei condomini.

Lo ha ricordato il tribunale di Genova con la sentenza 1810/14 che ha respinto il ricorso presentato da alcuni inquilini che chiedevano che fosse dichiarata la nullità di alcuni punti di due distinte delibere condominiali relative al criterio di ripartizione delle spese per lavori straordinari del terrazzo e del lastrico solare.

Il giudice genovese, nel respingere la domanda dei privati, ha rilevato che in merito alla ripartizione dei costi per il rifacimento del terrazzo non vi è stata approvazione condominiale. Nel verbale si legge infatti che il presidente ha dichiarato non approvato il punto controverso per mancanza dei requisiti previsti dall’articolo 1136 del c. c. in quanto non era stato raggiunto il quorum necessario per approvare questo tipo di spesa.

In questo contesto, ha proseguito il tribunale, l’esame riservato al giudice è particolarmente limitato. Infatti le delibere dell’assemblea aventi contenuto negativo sono impugnabili davanti all’autorità giudiziaria qualora contrarie alla legge o al regolamento condominiale, ma il sindacato dell’autorità giudiziaria non può estendersi al merito e al controllo del potere discrezionale che l’assemblea esercita quale organo sovrano della volontà dei condomini limitandosi al riscontro della legittimità dell’esercizio del potere discrezionale dell’organo deliberante.  La delibera impugnata, ha concluso il tribunale, risulta assunta in maniera legittima e quindi non può che essere dichiarata valida.