27 Settembre 2012

Il sindaco-sceriffo non può vietare che le cassette della posta siano riempite di volantini pubblicitari


È ufficiale: la montagna di pubblicità che assedia la cassetta della posta dei condomini di ogni edificio ha ben ragione di trovarsi dov’è. O meglio, non può essere il sindaco del Comune a imporre un divieto “di spam” alle aziende del settore: si tratta di una materia che non può essere disciplinata dall’amministrazione locale. Lo ribadisce la sentenza 2084/12, pubblicata dal Tar Sicilia, sezione staccata di Catania, intervenendo su di una materia in cui il contenzioso cresce, dal Nord al Sud (cfr. “No al divieto di volantinaggio imposto dal sindaco, sì agli opuscoli pubblicitari nelle cassette postali”, nell’arretrato 26 aprile 2012, sezione Tar).

Contenuto eterogeneo

Ottiene l’annullamento dell’ordinanza sui punti “incriminati” l’impresa che opera nel settore dell’advertising. Il punto è che il sindaco non ha i poteri per disciplinare la materia e tanto meno per vietare il recapito nelle cassette della posta dei singoli condomini o per subordinare al possesso di un titolo autorizzativo lo svolgimento di un’attività che, sottolineano i giudici, deve ritenersi libera anche presso abitazioni e domicili privati. Ha buon gioco l’azienda nel denunciare difetto di motivazione e sviamento nel provvedimento impugnato: il sindaco ha accomunato attività diverse come il recapito nelle cassette postali, o in quelle “condominiali”, il volantinaggio per strada e la distribuzione sulle auto in sosta. Spese di giudizio compensate.

12.09.27 Tar della Sicilia – Si Pubblicità in cassetta no ordinanze Sindaci