3 Gennaio 2014

Il singolo condomino può aprire una finestra sul muro perimetrale che affaccia nella chiostrina dell’edificio


14.01.03 Cassazione Il singolo condomino può aprire una finestra sul muro perimetrale che affaccia nella chiostrina

Il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano può ben aprire una finestra sul muro perimetrale che affaccia nella chiostrina dell’edificio: non si tratta di una servitù imposta a chi abita di fronte ma solo di un utilizzo più intenso della cosa comune, a patto che le finestre abbiano caratteristiche identiche alle altre presenti nel fabbricato. Ma attenzione: devono essere abbattuti i manufatti e i pannelli reputati antiestetici dal ctu che sono stati realizzati nella terrazza di proprietà esclusiva laddove c’è un danno al decoro architettonico del palazzo tanto da far deprezzare i relativi immobili. È quanto emerge dalla sentenza 53/2014, pubblicata dalla seconda sezione civile della Cassazione.

Nemini res sua servit
È accolto uno dei motivi di ricorso proposti dal condomino proprietario della terrazza. Le chiostrine e i cortili comuni degli edifici, infatti, hanno proprio la funzione di dare arie e luce agli appartamenti circostanti: risulta dunque escluso che la finestra ricavata sul muro perimetrale integri un’ipotesi di servitù a carico degli alloggi dei dirimpettai, mai costituita perché mai accettata, dal momento che l’apertura costituisce l’utilizzazione di un bene di proprietà comune e indivisa di cui anche il signore dell’ultimo piano è titolare pro quota; non può poi dirsi violato il precetto dell’articolo 1102 Cc: non viene alterata la destinazione d’uso della cosa comune, dal momento che il muro perimetrale resta tale con o senza l’apertura della finestra. E a confermare l’esclusione della servitù “pesa” l’antico brocardo secondo cui i beni propri non possono costituire servitù per nessuno («nemini res sua servit»).