5 Gennaio 2013

Il singolo condomino può far installare a proprie spese l’ascensore nella tromba delle scale anche senza consenso degli altri


Il singolo condomino può far installare nella tromba delle scale un ascensore a proprie spese anche senza consenso degli altri. L’importante è che la struttura realizzata sia posta a disposizione di tutti e non alteri la destinazione della cosa comune.

Lo ha affermato la Corte d’appello di Roma con la sentenza 5582/2012 che ha accolto il ricorso del proprietario di un appartamento che aveva realizzato in un cortile comune alcune opere murarie e fatto installare, a proprie spese, un ascensore senza il consenso degli altri partecipanti.

Il tribunale aveva condannato l’uomo a rimuovere tutte le opere realizzate e a ripristinare lo stato dei luoghi. In particolare i giudici di primo grado, quanto alla installazione dell’ascensore, avevano affermato che la normativa sul superamento delle barriere architettoniche necessitava di una delibera di approvazione che nel caso in esame non era stata adottata

La possibilità di una installazione unilaterale, aveva specificato il giudice, poteva essere consentita, sempre nel rispetto di talune condizioni, soltanto in presenza di soggetti portatori di handicap. Tuttavia l’opera era stata realizzata a distanza inferiore a quella prescritta dall’articolo 907 del Cc rispetto alle finestre del bagno e della cucina dell’appartamento di un condomino, con la conseguenza che si doveva comunque considerare illegittima.

La Corte d’appello non è stata dello stesso avviso. I giudici di secondo grado, infatti, hanno chiarito che, in relazione alla installazione dell’ascensore, non bisogna fare riferimento alla normativa sulle distanze o a quella indicata dalla legge 13/1989 sul superamento delle barriere architettoniche, ma che debba essere applicato solo l’articolo 1102 del codice civile qualora un solo condomino sostenga le spese di una innovazione (come nel caso della installazione di un impianto di ascensore) su parte di uno spazio comune al di fuori del deliberato assembleare, e quindi delle maggioranze prescritte dall’articolo 1136 del codice civile. In base all’articolo 1102 del Cc “ciascun partecipante può servirsi della cosa comune a condizione che non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne uguale uso secondo il loro diritto”. Ne consegue, ha concluso il collegio, che “il condomino ha facoltà di fare installare nella tromba delle scale a propria cura e spese un ascensore, ponendolo a disposizione degli altri condomini”.

13.01.04 Corte di Appello di Roma – SIngolo condomino può installare a poprie spese l’ascensore anche senza il consenso degli altri