7 Gennaio 2014

Il titolo del creditore procedente si rivela viziato ma l’interventore può comunque pignorare la casa


14.01.07 Sezione Unite – Il titolo del creditore procedente si rileva viziato ma l’interventore può comunque pignorare la casa

Il pignoramento è valido nonostante la caducazione del titolo esecutivo in base al quale agisce il creditore procedente: in caso di pignoramenti riuniti gli interventori titolati possono giovarsi degli atti compiuti nel procedimento di espropriazione forzata finché il titolo del creditore procedente ha conservato validità. Lo stabiliscono le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza 61/2014, pubblicata il 7 gennaio, che risolve una questione di massima di particolare importanza

Notificazione inesistente
Niente da fare per il proprietario della casa braccato dai creditori, condominio compreso. Il titolo esecutivo in base al quale agisce il creditore procedente, una banca, è inesistente: troppo gravi le carenze di notifica del decreto ingiuntivo dal momento che l’avviso di ricevimento della notifica non riportava alcuna indicazione delle attività compiute dall’ufficiale postale in relazione alla mancata consegna del piego presso il domicilio del destinatario. Ma attenzione: nel caso di pignoramenti riuniti può non aver effetto sugli interventori titolati la caducazione del titolo esecutivo del creditore procedente e altrettanto vale per sospensione, sopravvenuta inefficacia ed estinzione. Se infatti il titolo del creditore intervenuto conserva l’efficacia, la caducazione dell’altro non impedisce la prosecuzione dell’esecuzione, a patto che l’azione esecutiva non si sia arrestata prima dell’intervento: in tal caso non esisterebbe un valido pignoramento al quale possano ricollegarsi gli interventi e il procedimento non potrebbe dunque continuare. Ancora: soltanto il difetto originario del titolo azionato dal creditore procedente impedisce la prosecuzione dell’espropriazione, mentre il vizio sopravvenuto, come nel caso della notifica inesistente, consente l’estensione in favore dei creditori intervenuti di tutti gli atti compiuti sino a quando il titolo del creditore procedente abbia conservato efficacia. Nella specie risulta confermata l’implicita affermazione che la validità del pignoramento compiuto da una delle banche è idonea a fondare da sola la validità di tutti gli atti esecutivi: i creditori intervenuti hanno potuto giovarsi dal legittimo pignoramento e di tutti gli atti esecutivi posti in essere dall’istituto di credito. La complessità della questione legittima la compensazione delle spese nel giudizio di cassazione.