8 Maggio 2012

Inammissibile l’autoriduzione del canone da parte del conduttore per spese di manutenzione non autorizzate


È inammissibile l’autoriduzione del canone da parte del conduttore per la manutenzione dell’immobile non autorizzata dal proprietario. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 6850 del 7 maggio 2012, ha respinto il ricorso di una 62enne contro il giudizio della Corte d’appello di Roma che ha dichiarato risolto il contratto di locazione di un immobile per la mora del pagamento dei canoni che la signora aveva accumulato. In realtà l’imputata si era “autoridotta” le mensilità decurtando la somma sostenuta per dei lavori di manutenzione, a suo avviso, urgenti. La sesta sezione civile, in linea con la Corte romana, osservando che il proprietario non le ha mai autorizzato i lavori, ha motivato che «non è mai consentito al conduttore autoridursi il canone per pretesi controcrediti costituendo tale sua condotta un’alterazione del sinallagma contrattuale che determina uno squilibrio tra le prestazioni delle parti. E tanto a prescindere dalla carenza di prova sulla sussistenza dei presupposti del vantato controcredito, anche per la non configurabilità, già tratteggiata sopra, di una condotta di non contestazione da parte del locatore».
E ancora, circa la prova sull’urgenza dei lavori, essa non è ricavabile dalla mera circostanza dell’effettuazione degli stessi, specie se il proprietario non li ha mai riconosciuti né autorizzati. Per questo il ricorso è stato respinto.

12.05.07 Cassazione 6850 Non consentito al Conduttore riduzione del canone x spese non autorizzate