8 Novembre 2013

La cartella notificata da Equitalia a mezzo raccomandata è valida anche in assenza dell’identificazione del ricevente


Sulle cartelle esattoriali di Equitalia interviene la Cassazione a far tramontare le speranze di quanti, sulla base di numerose decisioni dei giudici di merito, pensavano che la notifica via posta fosse inesistente. E invece l’atto recapitato dal concessionario della riscossione è perfettamente valido anche in assenza sulla ricevuta di ritorno dell’identificazione precisa del ricevente.

Il postino, spiega infatti la Cassazione con l’ordinanza n. 25128 dell’8 novembre 2013, compie un’attività che ha fede privilegiata e che può quindi essere messa in discussione dal contribuente solo con querela di falso.
«La cartella esattoriale – scrivono a chiare lettere i Supremi giudici – può essere notificata, ai sensi dell’art. 26 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, anche direttamente da parte del concessionario mediante raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso, secondo la disciplina degli articoli 32 e 39 del d.m. 9 aprile 2001, è sufficiente, per il relativo perfezionamento, che la spedizione postale sia avvenuta con consegna del plico al domicilio del destinatario, senza altri adempimenti a opera dell’ufficiale postale se non quello di curare che la persona da lui individuata come legittimata alla ricezione apponga la sua firma sul registro di consegna della corrispondenza, oltre che sull’avviso di ricevimento da restituire al mittente». Ma non solo. Da ciò deriva che se, come nella specie, manchino nell’avviso di ricevimento le generalità della persona cui l’atto è stato consegnato, adempimento non previsto da alcuna norma, e la relativa sottoscrizione sia addotta come illeggibile, l’atto è pur tuttavia valido, poiché la relazione tra la persona cui esso è destinato e quella cui è stato consegnato costituisce oggetto di un preliminare accertamento di competenza dell’ufficiale postale, assistito dall’efficacia probatoria di cui all’art. 2700 cod. civ. ed eventualmente solo in tal modo impugnabile, stante la natura di atto pubblico dell’avviso di ricevimento della raccomandata.
In poche parole per i contribuenti che intendono contestare le cartelle esattoriali consegnate da Equitalia a persona diversa non resta che la lunga e difficile procedura della querela di falso.
La decisione è destinata a far discutere soprattutto in un momento come questo quando sembrava ormai trovare conferme nelle commissioni tributaria di tutta Italia l’orientamento per cui è inesistente la notifica della cartella esattoriale di Equitalia fatta con raccomandata.
Dopo Foggia e Milano (si veda ad esempio www.cassazione.net del 6 agosto e dell’11 ottobre) era stata la volta di Bari: secondo i giudici della Ctr, sentenza 212/2013, il legislatore ha riservato l’uso della raccomandata agli uffici che esercitano la potestà impositiva.
In quella sentenza il Collegio spiegava che l’art. 26 del Dpr n. 602/73 non lascia dubbi interpretativi. Infatti secondo la norma «la cartella è notificata dagli ufficiali della riscossione a da altri soggetti abilitati dal concessionario nelle forme previste dalla legge ovvero previa eventuale, convenzione, tra Comuni e concessionario, dai messi comunali e dagli agenti della Polizia municipale. La notificazione, può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento». Per la Ctr è dunque evidente che il legislatore con la norma richiamata indica espressamente le persone abilitate a procedere alla notificazione della cartella esattoriale che non possono che essere gli «Ufficiali addetti alla riscossione o altri soggetti abilitati dal concessionario».