2 Novembre 2013

L’amministratore che evita la revoca si fa pagare l’avvocato dai condomini che volevano rimuoverlo


L’amministratore? Ha nascosto al condominio informazioni e documenti importanti, dunque deve essere rimosso. E invece no. I singoli proprietari esclusivi che hanno portato in Tribunale il professionista non solo non ottengono la sospirata revoca dell’incarico, ma devono pure pagargli l’avvocato: il principio della soccombenza, infatti, si applica anche in questo tipo di procedimento, perché non conosce distinzioni di natura e rito. Lo precisa la sentenza 15040/13, pubblicata dalla seconda sezione civile della Cassazione.

Posizioni contrapposte Uno a uno cadono tutti gli addebiti a carico dell’amministratore, che secondo le accuse avrebbe taciuto l’esistenza di una causa contro il condominio e omesso di depositare il rendiconto di ben due annualità. Senza dimenticare la spinosa questione del risarcimento danni per l’infiltrazione dalle fogne. Il ricorso dei proprietari esclusivi, però, è rigettato. E sbaglia il giudice del merito a sostenere che «la natura del procedimento esclude statuizione alcuna delle relative spese». Secondo la Corte d’appello le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate, «trattandosi di volontaria giurisdizione». In realtà il principio della soccombenza risulta applicabile a tutti i procedimenti, anche quelli camerali, in cui vi siano posizioni contrapposte. E anche se il procedimento si chiude con un provvedimento emesso nella forma dell’ordinanza o del decreto. Parola al giudice del rinvio.

13.10.31 Cassazione revoca giudiziale amministratore -spese lite