9 Ottobre 2012

L’appaltatore che “autocertifica” il regolare versamento di Iva e ritenute esonera il committente dalla responsabilità solidale


Basta anche una dichiarazione sostitutiva dell’appaltatore/subappaltatore per attestare il regolare versamento di Iva e ritenute da parte e salvare così il committente dalla responsabilità solidale introdotta dal decreto crescita. È uno dei due punti, contratti di appalto e subappalto compresi, su cui interviene la circolare 40/2012 dell’Agenzia delle entrate per sgomberare il campo da equivoci. L’articolo 13-ter del dl 83/2012 ha modificato, con la sua entrata in vigore avvenuta lo scorso 12 agosto, la disciplina in materia di responsabilità fiscale nell’ambito dei contratti di appalto e subappalto di opere e servizi. La norma, però, ha generato non pochi equivoci interpretativi da parte delle associazioni di categoria interessate.

Cosa prevede la disposizione

La norma prevede la responsabilità solidale dell’appaltatore e del committente di versare nelle casse dell’Erario le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva dovuta dal subappaltatore e dall’appaltatore in merito alle prestazioni eseguite nell’ambito del contratto. Unica eccezione consentita, la mancata responsabilità nel caso in cui l’appaltatore/committente acquisisca la documentazione che attesti che i versamenti fiscali, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, siano stati eseguiti dal subappaltatore/appaltatore. La documentazione in tal caso può essere anche «un’asseverazione rilasciata da Caf o professionisti abilitati». La disposizione, inoltre, prevede che committente ed appaltatore sospendano il pagamento dovuto al subappaltatore/appaltatore«fino all’esibizione della predetta documentazione».

Tempistica della disposizione

Una delle questioni più sentite è quella del momento da cui devono essere applicare le disposizioni dell’articolo 13-ter. Nella circolare si legge che le novella vale solo per i contratti di appalto/subappalto, stipulati «a decorrere dalla data di entrata in vigore della norma, ossia dal 12 agosto 2012». La norma introduce sia a carico dell’appaltatore che del subappaltatore, un adempimento di natura tributaria, che scatta a partire dal sessantesimo giorno successivo a quello dell’entrata in vigore della norma. La certificazione va richiesta, dunque, solo per i pagamenti effettuati a partire dall’11 ottobre 2012, in relazione ai contratti stipulati a partire dal 12 agosto 2012.

Acquisizione della documentazione

Sono consentite altre forme di documentazione, poiché la disposizione prevede che la certificazione dell’avvenuto adempimento degli obblighi fiscali possa essere rilasciata anche attraverso «l’asseverazione di un responsabile del centro di assistenza fiscale o di un soggetto abilitato». L’alternativa può essere una dichiarazione sostitutiva, resa ai sensi del Dpr 445/00. Nella dichiarazione vanno indicati:

Il periodo in cui l’Iva è stata liquidata «specificando se dalla suddetta liquidazione è scaturito un versamento di imposta, ovvero se in relazione alle fatture oggetto del contratto è stato applicato il regime dell’Iva per cassa (articolo 7 del DL n. 185 del 2008) oppure la disciplina del reverse charge»;

Il periodo in cui sono state versate le ritenute sui redditi di lavoro dipendente;

Gli estremi del modello F24 con cui i versamenti dell’Iva e delle ritenute non scomputate, totalmente o parzialmente, sono stati effettuati;

L’affermazione che l’Iva e le ritenute versate includono quelle che fanno riferimento al contratto di appalto/subappalto.

12.10.08 Circolare Agenzia 40E Solidarietà negli appalti