16 Dicembre 2011

Le spese per manutenzione e riparazione dei balconi gravano sul proprietario della casa


Le spese per la manutenzione o il rifacimento dei balconi non possono essere
poste a carico del condominio perchè gravano sul proprietario della casa. Il
costo può essere ripartito fra i condomini solo nel caso in cui siano presenti
degli elementi decorativi per il palazzo.
Lo ha stabilito il Tribunale di
Roma che, con la sentenza n. 21141/2011, ha accolto il secondo motivo presentato
da una condomina che chiedeva l’annullamento della delibera dell’assemblea che
aveva ripartito fra tutti le spese di manutenzione dei balconi.
Per
risolvere il caso i giudici di merito hanno richiamato la giurisprudenza della
Suprema corte secondo cui il balcone è considerato elemento accidentale della
struttura del fabbricato in quanto, non avendo funzione portante rispetto ad
esso, non può essere destinato all’uso comune, ma è solo finalizzato al
godimento esclusivo da parte del proprietario dell’appartamento dal quale ad
esso si accede e del quale costituisce pertinenza e naturale prolungamento. Ne
consegue che le opere di manutenzione sono a totale carico del proprietario
dell’unità immobiliare dalla quale si accede al balcone. Solo se il balcone è
strutturato con elementi accessori aventi una finalità meramente decorativa che
concorrono insieme alla facciata a conferire allo stabile, attraverso l’armonia
e l’unità di linee e di stile, quel decoro architettonico che costituisce bene
comune dell’edificio, si ritiene che, con riferimento agli elementi decorativi,
le spese debbono essere ripartite fra tutti i condomini in quanto, essendo parte
integrante della facciata, rientrano nel novero dei beni comuni. In particolare,
il rivestimento dei parapetti e della soletta possono essere considerati beni
comuni solo se svolgono una prevalente funzione estetica per l’edificio
divenendo, conseguentemente, elementi decorativi ed essenziali della facciata.
Solo quindi in presenza di particolari caratteristiche, costituendo parte
integrante dei connotati e dell’aspetto armonico della facciata, possono essere
configurati quali beni comuni, con la conseguenza che alla loro manutenzione è
interessata la collettività dei condomini.
Nell’affermare questo principio i
giudici hanno ricordato inoltre che le impugnazioni delle delibere
dell’assemblea condominiale, in applicazione della regola generale dettata
dall’art. 163 c.p.c., vanno proposte con citazione, non disciplinando l’art.
1137 cod. civ. la forma di tali impugnazioni; possono, comunque, ritenersi
valide le impugnazioni proposte impropriamente con ricorso, sempreché l’atto
risulti depositato in cancelleria entro il termine stabilito dall’art. 1137
citato.

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