10 Novembre 2012

Legittima l’installazione dell’ascensore anche se riduce lo spazio della scala condominiale e compromette l’estetica della facciata


E’ valida e non può essere annulata la delibera dell’assemblea con la quale viene decisa l’installazione di un ascensore per chiesto da un condomino invalido. Ciò anche se tale installazione compromette l’estetica della facciata e riduce drasticamente lo spazio per usare le scale.

Lo ha stabilito il Tribunale di Roma che, con la sentenza n. 17196/2012, ha respinto il ricorso di una condomina proprietaria dell’appartamento al seminterrato che aveva chiesto l’annullamento della delibera straordinaria dei condomini con la quale era stata decisa l’installazione di un ascensore, chiesta da una signora invalida al 100%, presso le scale.

In questo modo l’estetica della facciata subiva un deturpamento e l’uso dell’unica scala risultava compromesso, almeno per quanto concerne l’accesso di eventuali mezzi di soccorso.

Due motivi, questi, insufficienti ad avviso del giudice per annullare la delibera. Infatti, ha motivato, l’inservibilità al dodimento anche di uno soltanto dei condomini dev’essere interpretata come sensibile menomazione dell’utilità che il condomino può trarre dalla cosa comune secondo l’originaria costituzione della comunione. Inoltre, il pregiudizio, per alcuni condomini, della originaria possibilità di utilizzazione delle scale e dell’andito occupati dall’impianto di ascensore non rende l’innovazione lesiva del divieto posto dall’articolo 1120 c.c.

12.11.07 Tribunale di Roma -Leggittima l’installazione dell’ascensore anche se riduce lo spazio della scala ed estetica in caso di diversamente abile nel condominio