6 Marzo 2012

Locazione: no agli aggiornamenti automatici Istat, gli aumenti avvengono solo su specifica richiesta del proprietario


Da Piazza Cavour arriva un secco no agli aggiornamenti automatici Istat annui in materia di locazione: infatti, gli aumenti avvengono solo su specifica richiesta del locatore, e l’entità dell’obbligazione del conduttore è tutelata soltanto dalla previsione della richiesta. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 3014 del 28 febbraio 2012, ha respinto il ricorso di un società contro la sentenza del tribunale di Velletri la quale ha accolto l’opposizione al decreto ingiuntivo quale corrispettivo per la locazione di un terreno. La terza sezione civile ha osservato che «la clausola di un contratto di locazione con la quale le parti convengano l’aggiornamento automatico del canone su base annuale senza necessità di richiesta espressa del locatore è affetta da nullità in base al combinato disposto degli articoli 32 e 79 della legge sull’equo canone, perché il citato articolo 32 (non prevedendo più, come nella sua originaria formulazione, la possibilità di aggiornamento soltanto biennale, svincolato da ogni riferimento alla richiesta del locatore), introduce, all’esito della modifica, la possibilità di aggiornamenti annuali presupponendo che gli aumenti possano avvenire soltanto su specifica richiesta del locatore, da operarsi successivamente all’avvenuta variazione degli indici di riferimento (e non anche, genericamente, al momento stesso della stipula del contratto), la certezza dell’entità dell’obbligazione del conduttore risultando tutelata soltanto dalla previsione di tale, specifica (e necessaria) richiesta, puntualmente riferita all’avvenuta variazione degli indici Istat». Insomma, gli Ermellini hanno rigettano il ricorso, ritenendo corretta la statuizione del tribunale, il quale aveva escluso che fossero dovuti gli aggiornamenti Istat in quanto mai richiesti.

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