16 Settembre 2013

Maxi-ecobonus in condominio: detraibili al 65 per cento i lavori sulle parti comuni fino a giugno


Arrivano gli incentivi fiscali per gli interventi di efficienza energetica sugli immobili e le ristrutturazioni edilizie previsti dalla legge 90/2013, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 181/13. Quanto alle opere per ridurre la bolletta degli edifici, la detrazione Irpef e Ires si applica nella misura del 65 per cento per le spese documentate relative a lavori di riqualificazione energetica di edifici spese sostenute dal 6 giugno scorso, data di entrata in vigore del decreto convertito in legge, fino al 31 dicembre prossimo (in precedenza il bonus era fissato al 55 per cento). È valida fino al 30 giugno 2014 l’agevolazione per gli interventi che riguardano le parti comuni condominiali, in base agli articoli 1117 e 1117 bis Cc, modificati dalla riforma introdotta con la legge 220/12. Il termine slitta anche per le opere che interessano tutte le unità immobiliari del singolo condominio. L’incentivo deve essere spalmato in dieci anni con quote di pari importo e non risulta cumulabile con altri previsti da leggi nazionali o europee. Non bisogna comunicare alle Entrate l’inizio dei lavori. Le agevolazioni diventeranno stabili a partire dall’anno prossimo. L’importo massimo della spesa su cui calcolare la detrazione al 65 per cento corrisponde a: 100 mila euro per la riduzione del fabbisogno energetico di edifici esistenti e 60 mila euro per pareti, finestre e infissi di edifici esistenti e l’installazione di pannelli solari, 30 mila per la sostituzione impianti climatizzazione invernale (cfr. in allegato l’approfondimento di Confedilizia).   Il beneficio fiscale scatta per ogni opera tale da creare risparmi sulla bolletta energetica: ad esempio l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda e la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento o il miglioramento termico dell’edificio grazie a infissi, coibentazioni e nuovi pavimenti in grado di non disperdere il calore. Agevolate anche per le caldaie: agevolabili «le spese di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia e di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore». Detrazioni anche per l’adeguamento antisismico. Tra gli interventi per la messa in sicurezza degli edifici esistenti è compresa l’installazione di impianti di depurazione delle acque contaminate da arsenico nei Comuni dove è stato rilevato il superamento del limite massimo di tolleranza. Passiamo all’edilizia. Risulta prorogato al 31 dicembre l’innalzamento al 50 per cento della percentuale di detrazione Irpef e a 96 mila euro del tetto di spesa agevolabile per le ristrutturazioni (contro i precedenti livelli di 36 per cento e 48 mila euro). Le attività agevolabili? Manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo. Si possono realizzare garage e box, eliminare barriere architettoniche, adottare misure di sicurezza anti-ladri e cablare o insonorizzare gli immobili. La riduzione del 50 per cento vale per le ulteriori spese documentate e sostenute dal 6 giugno scorso per l’acquisto di prodotti finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione: mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ come frigoriferi, lavatrici, congelatori, lavastoviglie, lavasciuga e forni (questi ultimi anche di classe A). La detrazione, calcolata su di un massimo di 10 mila euro (mobili più elettrodomestici), deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Dal bonifico di pagamento devono risultare la causale, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva di chi incassa il versamento.

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