18 Settembre 2012

Niente demolizione della tettoia abusiva adiacente al vicino


La Suprema corte sdogana le tettoie abusive. Infatti, illegittima la demolizione se essa apporta un’effettiva utilità e non sia un danno per il fondo contiguo. Lo ha sancito la Cassazione che, con la sentenza 15629 del 18 settembre 2012, ha respinto il ricorso di un 70enne contro la decisione della Corte d’appello di Napoli di respingere la domanda di demolizione della copertura del terrazzo al confine con la sua proprietà perché «occludeva» la luce, impedendogli di esercitare la servitù connessa. La Corte di merito ha rilevando che l’apertura della luce era la conseguenza degli accordi intercorsi tra le parti in sede di divisione, avvenuta nel 1967, nella quale vi erano state reciproche concessioni con l’assunzione di diritti e obblighi che non comportavano la costituzione di una servitù.
Secondo la Corte napoletana l’iniziativa di chiudere una veduta e aprire una luce sulla stessa parete veniva a comprimere e non ad ampliare l’utilizzo per la porzione immobiliare del ricorrente interessata dalla trasformazione. Insomma, l’operazione in questione era essenzialmente dettata dalla comune intenzione dei condividenti di dare un assetto stabile ai rapporti interproprietari e non di costituire un vantaggio per il fabbricato su cui era aperta la luce. Pertanto, la seconda sezione civile, in linea con la Corte di merito, ha ritenuto legittima la costruzione del solaio della copertura, che era avvenuta in aderenza e non in appoggio. Al riguardo si legge in sentenza che «nell’ipotesi in cui si costruisca in aderenza per l’eliminazione della luce è sufficiente una costruzione, anche consistente in una tettoia o in una soletta della copertura di un terrazzo. La facoltà concessa al vicino dall’articolo 904 Cc, di sopprimere la luce, può esercitarsi con l’appoggio di qualunque costruzione compresa quella di una tettoia, purché detta costruzione apporti un’effettiva utilità a chi l’abbia fatta, e non abbia invece la finalità di danneggiare mediante la soppressione delle luci, il fondo contiguo»