30 Settembre 2011

No alla canna fumaria appoggiata alla facciata, se rovina l’estetica del palazzo


11.06.13 Tribunale di Roma 12727 – Canna Fumaria doc_sentenza_56761

Quelle canne fumarie appoggiate al palazzo sono un pugno nell’occhio».
Condominio batte lavanderia, l’esercizio commerciale deve rimuovere le strutture
di sua proprietà dalla facciata dell’edificio: con il loro design invasivo
danneggiano l’estetica del fabbricato. È quanto emerge da una sentenza
pubblicata di recente dalla quinta sezione civile del tribunale di
Roma.

Cazzotti all’estetica
Due tubi di acciaio inox che corrono per
tutta la lunghezza della costruzione hanno un impatto visivo che non si può
ignorare. Specie se si considera che le canne fumarie relative ad altri
condomini sono state saggiamente poste non in piena facciata ma in una
rientranza dell’edificio, dove risultano meno evidenti,. E, certo, quell’acciaio
lucidato a specchio non aiuta certo le strutture a passare inosservate in un
quartiere “bene” della Capitale, considerato il diametro di trenta e dieci
centimetri dei due lunghissimi tubi di scarico. Insomma, la rimozione decisa dal
condominio è sacrosanta e risulta inutile, per l’esercizio commerciale,
impugnare la decisione dell’assemblea. È vero, non basta una semplice
alterazione delle linee architettoniche originali a configurare automaticamente
l’obbligo di smontare le strutture realizzate sulla facciata dell’edificio; deve
tuttavia essere ritenuto sufficiente a far scattare la rimozione l’alterazione
del decoro dello stabile nel suo insieme, compresa la veste cromatica della
facciata. Oltre a dover far sparire l’obbrobrio dalla facciata, la lavanderia
paga le spese processuali.