1 Aprile 2014

Non serve una specifica autorizzazione dell’assemblea per legittimare l’amministratore nella causa sulle spese già approvate


14.04.01 Cassazione Non serve una specifica autorizzazione dell’assemblea per leggittimare l’amministratore nella causa sulle spese già approvate

L’amministratore del condominio è legittimato ad agire in giudizio per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea anche senza una specifica autorizzazione assembleare visto che la controversia rientra nelle sue normali attribuzioni. E ancora: il giudice non ha il potere di disporre la sospensione della causa di opposizione a decreto ingiuntivo in relazione alla pendenza del giudizio in cui è stata impugnata la delibera condominiale. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con l’ordinanza 7464 del 1 aprile 2014, ha accolto il ricorso di un condominio contro la decisione del Tribunale di Tivoli che ha sospeso il decreto di opposizione al decreto ingiuntivo (per il pagamento dei contributi condominiali) in attesa della definizione del giudizio di impugnazione delle delibere assembleari, promossa da una condomina.
La sesta sezione civile ha osservato che in base al disposto degli artt. 1130 e 1131 Cc l’amministratore del condominio è legittimato ad agire in giudizio per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, sicché egli è abilitato, senza la necessità di una specifica autorizzazione assembleare (trattandosi di una controversia che rientra nelle sue normali attribuzioni), a impugnare il provvedimento giurisdizionale sfavorevole alla collettività condominiale.
Per quanto riguarda la sospensione necessaria del processo ex art. 295 Cpc nell’ipotesi di giudizio promosso per il riconoscimento di diritti derivanti da titolo, essa ricorre quando in un diverso giudizio tra le stesse parti si controverta dell’inesistenza o della nullità assoluta del titolo stesso, «poiché al giudicato d’accertamento della nullità – la quale impedisce all’atto di produrre “ab origine” qualunque effetto, sia pure interinale – si potrebbe contrapporre un distinto giudicato, di accoglimento della pretesa basata su quel medesimo titolo, contrastante con il primo. Detto principio di inesecutività del titolo impugnato a seguito di allegazione della sua originaria invalidità assoluta è derogato, nella disciplina del condominio, da un sistema normativo che mira all’immediata esecutività del titolo, pur in pendenza di controversia, a tutela di interessi generali ritenuti prevalenti e meritevoli d’autonoma considerazione, sicché il giudice non ha il potere di disporre la sospensione della causa di opposizione a decreto ingiuntivo, ottenuto ai sensi dell’art. 63 disp. att. Cc, in relazione alla pendenza del giudizio in cui sia stata impugnata la relativa delibera condominiale, restando riservato al giudice dell’impugnazione il potere di sospendere ex art. 1137 comma secondo Cc l’esecuzione della delibera. Non osta a tale disciplina derogatoria il possibile contrasto di giudicati in caso di rigetto dell’opposizione all’ingiunzione e di accoglimento dell’impugnativa della delibera, poiché le conseguenze possono essere superate in sede esecutiva, facendo valere la sopravvenuta inefficacia del provvedimento monitorio, ovvero in sede ordinaria mediante azione di ripetizione dell’indebito». Pertanto, l’ordinanza di sospensione è stata annullata.