15 Ottobre 2013

Non si può condannare l’amministratore solo perché non verificò l’adeguatezza dell’impresa ai lavori condominiali


L’amministratore di condominio che non provvede all’accertamento dell’idoneità tecnico-professionale della ditta appaltatrice per i lavori di abbattimento di una pianta all’interno del giardino condominiale, non risponde penalmente di non aver osservato gli obblighi antinfortunistici: l’appalto è deciso e assegnato attraverso delibera dell’assemblea condominiale alla quale egli è tenuto a dare concreta attuazione. Lo ha sancito la Corte di cassazione con la sentenza 42347 del 15 ottobre 2013.

Il caso

L’amministratore di condominio ha affidato i lavori di abbattimento di una pianta all’interno del giardino condominiale a una ditta appaltatrice. Il tribunale di Como lo ha condannato alla pena dell’ammenda ritenendolo responsabile di non aver verificato l’idoneità tecnico professionale della ditta attraverso l’acquisizione di autocertificazione in relazione alla pregressa esperienza lavorativa acquisita ed in relazione alla disponibilità dei dipendenti e di idonee attrezzature da lavoro e per non aver fornito ai soggetti incaricati dell’esecuzione dell’intervento dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui erano chiamati ad operare e sulle misure di prevenzione ed emergenza adottate dal condominio.

La terza sezione penale ha ribaltato il giudizio di colpevolezza della Corte territoriale ritenendo che il ruolo attribuitogli fosse di mero committente e, per questo, di non aver inosservato gli obblighi infortunistici: l’amministratore di un condominio assume la posizione di garanzia propria del datore di lavoro nel caso in cui proceda direttamente all’organizzazione e direzione di lavori da eseguirsi nell’interesse del condominio stesso ma, in caso di affidamento in appalto di dette opere, tale evenienza non lo esonera completamente da qualsivoglia obbligo, ben potendo egli assumere, in determinate circostanze, la posizione di committente ed essere, come tale, tenuto quanto meno all’osservanza di ciò che è stabilito dall’art. 26 d.lgs. 81/2008. Insomma, per Piazza Cavour l’amministratore ha affidato i lavori dell’abbattimento della pianta a una ditta agendo nella peculiare qualità di amministratore di un condominio, l’appalto che era stato deciso e assegnato attraverso delibera dell’assemblea condominiale alla quale l’amministratore, a essa vincolato, era tenuto a dare concreta attuazione. Questo significa che, per l’affermazione di penale responsabilità, «non può prescindere dal ruolo effettivamente svolto dall’amministratore nella stipulazione del contratto e nella sua successiva attuazione, considerando anche l’ambito di autonomia di azione di cui egli eventualmente disponeva e i poteri decisionali concretamente attribuiti». Dunque, la sentenza è stata annullata con rinvio al tribunale di Como.
13.10.15 Cassazione Amministratore non responsabile dell’appalto