6 Marzo 2012

Non va potato l’albero troppo alto che impedisce la visuale al vicino se non c’è servitù di panorama


Gli alberi restano dove sono e la loro chioma non sarà sfrondata. E ciò anche se sono cresciuti a dismisura e arrivano fino al terrazzo del confinante che ora non più godere della vista. È inutile pretendere la potatura delle piante invocando le norme sulle distanze legali: per ottenere l’intervento sulla vegetazione iper-sviluppata, infatti, servirebbe una vera e propria servitù di panorama, che tuttavia per essere costituita necessita di opere visibili e permanenti. È quanto emerge dalla sentenza 2973/12, pubblicata il 27 febbraio dalla seconda sezione civile della Cassazione.
Presupposto ulteriore
Accolto, dopo la doppia bocciatura in sede di merito, il ricorso dei proprietari del cedro e della betulla cresciuti a dismisura, tanto da “impallare” la veduta dei vicini. Inutile, per questi ultimi, eccepire una riduzione del valore dell’immobile, determinata dalla perdita della bella vista, che pure era preesistente all’impetuosa crescita delle due piante. L’obbligo di non collocare alberi o di non mantenerli, se impediscono la visuale, può scaturire unicamente dalla costituzione di una servitù. E sbaglia il giudice del merito a dedurre nella specie la sussistenza di una servitù di panorama («servitù altius non tollendi») dalla circostanza che all’atto dell’acquisto dell’immobile “incriminato” la visuale c’era eccome: il riconoscimento del diritto alla cimatura dell’albero sulla mera base della preesistenza della visuale risulta infatti in contrasto con il principio della tipicità dei modi di acquisto dei diritti reali. È vero: la servitù di panorama può essere costituita, oltre che negozialmente, anche per destinazione del padre di famiglia oppure per usucapione. Ma tali modi di costituzione necessitano, non soltanto, a seconda dei casi, della destinazione conferita dall’originario unico proprietario o dell’esercizio ultraventennale di attività corrispondenti alla servitù, ma anche di opere visibili e permanenti, ulteriori rispetto a quelle che consentono la veduta. La parola passa a un’altra sezione del Tribunale.

doc_sentenza_61454