29 Marzo 2012

Ogni condomino può impugnare la sentenza che autorizza a collocare le insegne sui negozi dell’edificio


Dove si ferma l’amministratore può arrivare il singolo condomino. Se il primo fa acquiescenza alla sentenza sfavorevole in tema di parti comuni dell’edificio, il secondo può ben impugnarla in splendida solitudine. E ciò in nome del diritto di comproprietà. Sbaglia allora il giudice del merito che esclude in capo al singolo condomino la legittimazione a impugnare la sentenza di prime cure che autorizzava il proprietario dei negozi afferenti al condominio a installare sulla facciata dell’edificio le insegne per i locali commerciali, dopo aver annullato la delibera assembleare che negava il permesso. È quanto emerge la sentenza 4991/12, pubblicata il 287 marzo dalla seconda sezione civile della Cassazione.
Legittimazione certa Accolto il ricorso del residente contrario all’installazione delle insegne: sarà ora il giudice del rinvio a stabilire se per i negozi “incriminati” sarà possibile o meno farsi pubblicità senza danneggiare il decoro architettonico dell’edificio. In origine l’assemblea approva una delibera che stoppa l’installazione delle insegne sulle architravi perimetrali del fabbricato. Ma il proprietario dei locali non ci sta e ricorre al giudice di pace, che si dichiara competente per materia: la statuizione concernente la modalità di uso del servizio condominiale relativo al muro comune, riconducibile al gdp, è ormai passata in cosa giudicata, dal momento che non è stata fatta oggetto di impugnazione. Cade poi in errore il Tribunale quando ritiene che la legittimazione a impugnare la sentenza del giudice di pace spetti esclusivamente all’amministratore per essere la causa decisa in primo grado relativa alla gestione un servizio comune. In realtà la causa riguarda i diritti e le facoltà che si riconnettono al diritto di comproprietà dei condomini sulla parte comune. Il condominio è certo un ente di gestione ma l’esistenza di un organo rappresentativo unitario – vale a dire l’amministratore – non priva i singoli condomini di agire in difesa dei diritti connessi alla loro partecipazione; se allora l’amministratore è parte del giudizio di primo grado ma poi fa acquiescenza alla sentenza sfavorevole, nulla impedisce al singolo condomino di avvalersi dei mezzi d’impugnazione offerti dall’ordinamento per evitare gli effetti sfavorevoli che scaturiscono dalla pronuncia del giudice. La parola passa al Tribunale in persona di diverso giudicante.

12.03.28 Cassazione 4994 Leggitimazione singolo condomini