1 Novembre 2012

Oneri condominiali, l’amministratore procede con l’ingiunzione anche se la sua nomina non è valida


In caso di oneri condominiali insoluti via libera all’ingiunzione ottenuta dall’amministratore anche se poi si scopre che la nomina del manager non era valida: scatta infatti la proroga dei poteri fino alla sostituzione del “manager” del fabbricato. È lecito, poi, il provvedimento monitorio ottenuto per la riscossione dei contributi dovuti da ciascun proprietario esclusivo sulla sola base del bilancio preventivo approvato dall’assemblea: si perderebbe infatti troppo tempo ad aspettare il via libera al consuntivo. Infine: se il condomino che si oppone all’ingiunzione dimostra in corso d’opera di avere almeno in parte adempiuto all’obbligazione, il giudice dell’opposizione deve sostituire all’originario provvedimento monitorio la condanna al pagamento degli importi residui. È quanto emerge dalla sentenza 18660/12, pubblicata il 30 ottobre dalla seconda sezione civile della Cassazione.

Legittimazione e costituzione

Sconfitta quasi totale per il partecipante alla comproprietà destinatario dell’ingiunzione a pagare i contributi arretrati. Fanno bene i giudici del merito a escludere la carenza di legittimazione processuale dell’amministratore, nonostante la nomina di quest’ultimo sia stata dichiarata non valida: si applica infatti l’istituto dalla proroga dei poteri («prorogatio imperii»), e ciò soprattutto nell’interesse alla continuità per il condominio, oltre che per la presunzione di conformità alla volontà dei condomini (lo stesso principio vale anche in caso di dimissioni o di scadenza del termine ex articolo 1129, secondo comma, Cc). La prorogatio, peraltro, non è soggetta all’eccezione di parte dal momento che inerisce la legittimazione ad processum e dunque alla regolare costituzione del rapporto processuale, vale a dire una questione su cui il giudice esercita d’ufficio il suo potere di verifica.

Adempimento parziale

Nessun dubbio, poi, che per procedere alla riscossione dei contributi insoluti non si debba aspettare il bilancio consuntivo: diversamente si rischierebbe di paralizzare la gestione comune per un periodo di lungo, potenzialmente superiore alla durata di un singolo esercizio. È accolto, invece, il motivo di ricorso del proprietario secondo cui il decreto doveva essere revocato per l’intervenuto pagamento parziale. E il motivo sta nella natura del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, in cui il giudice si deve pronunciare sulla situazione di fatto esistente al momento della sua sentenza: se l’opponente dimostra di aver pagato nelle more il suo debito, il decreto ingiuntivo deve essere revocato in toto (con condanna al pagamento della differenza in caso di adempimento parziale). Parola al giudice del rinvio.

12.10.31 Amministratore-Invalidità della nomina e progatio imperi si decreto ingiuntivo