30 Aprile 2014

Paga le spese anche chi rinunciò al riscaldamento centralizzato se dopo il distacco gli altri non risparmiano sui consumi


14.04.30 Cassazione – Paga le spede anche chi rinciò al riscaldamento se dopo il distacco gli altri non risparmiano sui consumi

 Partecipano alle spese del riscaldamento centralizzato anche i condomini che hanno distaccato le loro unità dall’impianto comune. È quanto afferma la seconda sezione civile della Cassazione con la sentenza n. 9526, depositata il 30 aprile. Il ricorso di due condomini viene bocciato dal collegio di legittimità. In buona sostanza, i ricorrenti chiedevano di non partecipare alle spese dell’impianto di riscaldamento, perché avevano distaccato le loro unità dall’impianto comune senza provocare inconvenienti e con risparmio energetico per tutti i condomini. Chiedevano, pertanto, l’annullamento della deliberazione dell’assemblea. È vero, a giudizio della Corte d’appello di Milano che il condomino può in qualsiasi momento decidere di distaccarsi dall’impianto comune a condizione che non ci sia una disfunzione dello stesso e fermo restando il suo obbligo di pagamento delle spese di conservazione. Inoltre, chiariva la Corte territoriale che la quantità di gasolio consumato nell’esercizio dell’impianto di riscaldamento comune negli anni successivi al distacco eseguito dai due ricorrenti non era diminuito. Dunque, anche i due condomini dovevano provvedere alle spese del gas. La Cassazione si allinea alle motivazioni del giudice di merito.

«Il condomino può legittimamente rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, senza necessità di autorizzazione o approvazione degli altri condomini; tuttavia, permane il suo obbligo di pagamento delle spese per la conservazione dell’impianto, e di quelle di gestione, se e nei limiti in cui il suo distacco non si risolve in una diminuzione degli oneri del servizio di cui continuano a godere gli altri condomini».

In altri termini, il singolo condomino, dopo aver distaccato la propria unità abitativa dall’impianto di riscaldamento centralizzato, continuando a rimanere comproprietario dell’impianto centrale, continua a essere obbligato a sostenere gli oneri relativi alla manutenzione e all’adeguamento del bene stesso, «salva la possibilità di esonero con il consenso unanime di tutti i condomini, nonché continuano ad essere obbligati a partecipare alle spese di consumo del carburante o di esercizio se e nella misura in cui il distacco non ha comportato una diminuzione degli oneri del servizio a carico degli altri condomini, perché se il costo di esercizio dell’impianto dopo il distacco non è diminuito e se la quota non sarebbe posta a carico del condomino distaccante, gli altri condomini sarebbero aggravati nella loro posizione dovendo farsi carico anche della quota spettante al condomino distaccato». Il ricorso, dunque, viene respinto dalla Corte suprema