13 Marzo 2013

Quando l’Imu sostituisce l’Irpef e le altre imposte dirette


I contribuenti titolari di soli redditi fondiari sostituiti dall’Imu, non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Lo chiarisce la circolare n. 5 delle Entrate, pubblicata l’11 marzo.

Effetti sulla base imponibile Irpef

La circolare, redatta in collaborazione con il Dipartimento delle Finanze, chiarisce i rapporti tra l’imposta municipale propria e le imposte sui redditi derivanti dalla norma (art. 8, comma 1 del DLgs. N. 23/2011). Secondo la disposizione, l’IMU sostituisce, per la componente immobiliare, l’Irpef e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati. Il documento mette in chiaro che il reddito fondiario, derivante da immobili non locati o non affittati sottoposti a Imu, va escluso dall’imponibile Irpef: è in questo modo che si concretizza la sua funzione di tassazione “sostitutiva”.
Se così non fosse, osservano i tecnici dell’Agenzia, l’eventualità sarebbe stata disposta per legge, con una disposizione ad hoc, come accade per i canoni di locazione con cedolare secca (articolo 3, comma 7, dello stesso Dlgs n. 23/2011). L’esclusione è valida anche quando alla formazione del reddito complessivo concorrono esclusivamente i redditi fondiari, tassabili, secondo quanto prevede l’articolo 11, comma 2-bis del Tuir, soltanto se superano i 500 euro. Nei modelli 730/2013 e Unico Pf 2013, comunque, i contribuenti devono indicare anche i fabbricati e i terreni per i quali hanno versato l’Imu e non scontano l’Irpef.

Indeducibilità dell’IMU

Come chiarito dalla circolare 3/Df del 2012, l’imposta municipale propria non è deducibile dalla base imponibile Irpef, Ires e Irap.

Redditi sostituiti e redditi non sostituiti

Con circolare n. 3/DF del 2012 il Dipartimento delle finanze ha precisato che la locuzione “beni non locati” comprende sia i fabbricati che i terreni; per cui, questi immobili rientrano nell’oggetto dell’IMU non solo nel caso in cui non risultino locati, ma anche in quello in cui non siano affittati. Di conseguenza, il nuovo tributo sostituisce l’Irpef e le relative addizionali regionale e comunale sui redditi fondiari derivanti dai terreni, per la componente dominicale, e dai fabbricati, non affittati e non locati, compresi gli immobili concessi in comodato gratuito e quelli destinati a uso promiscuo dal professionista. L’Agenzia, poi, ribadisce per quali redditi l’Imu non ha cambiato le regole ordinarie di tassazione. Nel dettaglio:

reddito agrario (articolo 32 del Tuir)

redditi di fabbricati relativi a beni locati senza l’applicazione della cedolare secca

redditi derivanti da immobili che non producono reddito fondiario ai sensi dell’articolo 43 del Tuir (per esempio i beni strumentali)

gli immobili di proprietà di soggetti passivi Ires.

Soggetti all’Irpef, i canoni derivanti da terreni affittati per usi non agricoli, perché producono “reddito diverso” e non dominicale, e le indennità di occupazione, anch’esse considerate fonte di “reddito diverso”. Altra importante precisazione: l’esenzione dall’Imu non deve indurre nell’errore di considerare l’agevolazione estendibile anche alle imposte dirette. Irpef dovuta, per fare un esempio, per i terreni incolti situati in zone di montagna o collina, beni tenuti fuori dall’imposta municipale.

Locazione di parte dell’abitazione principale

Un’ipotesi particolare è costituita dalla locazione di parte dell’abitazione principale. La particolarità trae origine dalla circostanza che l’immobile rappresenta, per il proprietario, la propria abitazione principale per l’intero anno, nonostante una parte di essa sia stata concessa in locazione. Con La circolare n. 3/DF del 2012 è previsto che l’IMU possa sostituire l’IRPEF e la cedolare secca dovuta su un bene locato. Si deve applicare la sola IMU nel caso in cui l’importo della rendita catastale, rivalutata del 5%, risulti maggiore del canone annuo di locazione. Sono, invece, dovute sia l’IMU che l’IRPEF o la cedolare secca nel caso in cui l’importo del canone di locazione sia di un importo superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%. Naturalmente, se la locazione di parte dell’abitazione principale si estende solo per una parte del periodo di imposta, la precisazione in termini di confronto tra rendita rivalutata e canone di locazione si applica limitatamente alla parte del periodo di imposta in cui sussiste il rapporto di locazione. Più complessa la soluzione quando non è applicata o è inapplicabile la cedolare secca.
Anche in questo caso il periodo di locazione va distinto dal periodo in cui l’appartamento è rimasto vuoto. In assenza di un inquilino e del relativo canone, si applicherà l’Imu che sostituisce l’Irpef.
Invece, per il periodo di locazione, occorre determinare il reddito da fabbricati applicando l’articolo 37, comma 4-bis, del Tuir. La procedura consiste nel mettere a confronto rendita catastale rivalutata e canone di locazione ridotto forfetariamente, rapportati, entrambi, ai mesi interessati. L’importo più alto costituirà l’imponibile. L’Imu sostituisce l’Irpef, quindi, soltanto nel periodo d’imposta in cui la casa è rimasta disponibile.

Esonero della presentazione della dichiarazione dei redditi

I contribuenti in possesso solo di redditi fondiari sostituiti dall’IMU, non sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi (Modello UNICO PF o modello 730), mentre se possiedono anche altri redditi, devono verificare se sussistono le condizioni di esonero dall’obbligo dichiarativo.

13.03.11 Quando l’IMU sostituisce l’Irpef e altre imposte dirette