20 Marzo 2012

Responsabilità aggravata ai condomini che chiedono il sequestro se il diritto di credito è prescritto


Andarono per suonare e furono suonati. Non solo non ottengono il mega-sequestro reclamato a gran voce contro l’impresa che ha costruito i fabbricati, ma devono pure pagare una “multa” per la responsabilità processuale aggravata. È l’ingloriosa fine di tre interi condominî che, ormai fuori tempo massimo, chiedono di congelare 400 mila euro al costruttore che ha edificato gli immobili di una strada di Taranto, e dovranno pagare 3.500 euro come condanna ex articolo 96 Cpc terzo comma. E se la somma non è cospicua, il principio è comunque importante in quanto applicazione della novità introdotta dalla riforma del processo civile contenuta nella legge 69/2009. È quanto emerge dalla sentenza 4443/12, pubblicata dalla seconda sezione civile della Cassazione.
Oltre il limite Inutile, per i tre condominî, eccepire che la compensazione delle spese di lite decisa in sede di reclamo escluderebbe la praticabilità della condanna per responsabilità processuale aggravata. In realtà in sede di reclamo il Tribunale si limita ad annullare la condanna per lite temeraria di cui al primo comma dell’articolo 96 Cpc per far scattare invece il “punitive damage” di provenienza anglosassone introdotto al terzo comma della disposizione dalla riforma del 2009. E peraltro per un pari importo, vale a dire sempre 3.500 euro. La compensazione delle spese di lite in fase di reclamo è dettata unicamente dall’incertezza applicativa della nuova fattispecie di cui alla riforma del codice di rito. Ma non incide affatto sulla condanna pronunciata in base alla norma di cui al terzo comma dell’articolo 96 Cpc: non è in discussione la soccombenza rispetto al provvedimento cautelare richiesto, risulta grave la negligenza condominî che chiedono un maxi-sequestro a tutela di un diritto di credito verosimilmente prescritto com’è quello connesso all’azione ex articolo 1669 Cc per vizi di cose immobili. Non ha buon gioco l’amministratore dei tre condominî, che pagano metà delle spese legali al costruttore.

12.03.20 Cassazione 4443