17 Luglio 2014

Riforma allineata alle Sezioni unite: la delibera si impugna con citazione, il ricorso è inammissibile


14.07.17 Tribunale di Cremona – Impugnazione delibera – Forma – Citazione

Inammissibile. Non c’è modo di salvare il giudizio contro la delibera dell’assemblea condominiale introdotto con ricorso invece che con citazione: la riforma di settore introdotta dalla legge 220/12 ha modificato l’articolo 1137 Cc in modo da fugare ogni dubbio, seguendo le indicazioni delle Sezioni unite civili della Cassazione sulla forma di impugnazione della decisione relativa all’ente di gestione (cfr. “Condominio, serve la citazione per chiedere l’annullamento della delibera assembleare”, pubblicato il 14 aprile 2011). È quanto emerge dalla sentenza 37/2014, pubblicata dal tribunale di Cremona.

Vocatio in ius
Deve rassegnarsi la società che contesta la delibera del condominio: ha sbagliato rimedio e non c’è salvezza perché il ricorso si rivela completamente privo dei requisiti, previsti a pena di nullità, del numero 7) dell’articolo 163 Cpc; in particolare mancano la data dell’udienza di prima comparizione e gli avvertimenti elencati dal codice e destinati al corretto instaurarsi del contraddittorio processuale con il convenuto (prima della riforma, il collegio esteso aveva puntualizzato che «anche la forma del ricorso è valida se l’atto perviene al giudice entro trenta giorni»).

Il tutto grazie alla riforma del condominio che, osserva il giudice, ha eliminato del tutto il riferimento alla parola “ricorso”, che tanti «dubbi interpretativi aveva generato in dottrina e nella giurisprudenza», anche dopo la pronuncia 8491/11 delle Sezioni unite.

Meccanismo inadeguato
Non può operare in questo caso il principio di conservazione: l’atto, sostiene il Tribunale, raggiungere lo scopo cui è destinato, ex articolo 156 ultimo comma, Cpc, «pena la completa abdicazione dal generalissimo principio di congruità delle forme allo scopo o della strumentalità delle forme»: si tratta della stessa ratio della disciplina che il codice di rito dedica alle «forme degli atti e dei provvedimenti» (Capo I del Titolo dedicato agli atti processuali). È escluso infine l’intervento del meccanismo sanante ex articolo 164, comma 2, Cpc: risulta infatti regolato espressamente nei soli casi di introduzione del giudizio con citazione. Non resta che rassegnarsi