5 Settembre 2012

Riscaldamento centralizzato, nulla la delibera senza il sì di tutti se il distacco del condomino comporta squilibri termici e incremento dei costi


Il via libera dell’assemblea al condomino che vuole diventare “termoautonomo” può arrivare a maggioranza soltanto se il distacco dall’impianto centralizzato risulta a costo zero in termini di spese e fornitura di calore agli altri appartamenti. Altrimenti serve l’unanimità dei condomini per dare il placet al singolo proprietario che vuole diventare indipendente: diversamente la delibera è nulla e il condomino “secessionista” deve risarcire gli altri per l’aggravio di costi patito dal suo distacco dall’impianto comune. Lo ribadisce la sentenza 13718/12, pubblicata dalla seconda sezione civile della Cassazione. Deve rassegnarsi il condomino in cerca di libertà: dovrà pagare i danni per tutto il periodo relativo alla delibera dichiarata nulla dal giudice perché autorizzava il distacco a maggioranza invece che all’unanimità; mentre per le annualità successive l’obbligo di versamento sarà determinato come sempre secondo i millesimi di proprietà; l’aggravio di spese nel periodo “incriminato”, nella specie, corrisponde a un incremento del costo di conduzione dell’impianto pari al 42 per cento per millesimo: inutile per il singolo proprietario tenuto a ristorare gli altri tentare di rimettere in discussione le conclusioni cui è giunto il ctu, cui hanno aderito i giudici del merito. E ciò benché in passato altre unità immobiliari si siano già distaccate dalla centrale termica, compresi alcuni appartamenti di proprietà dei condomini dissenzienti che oggi ottengono la declaratoria di nullità della decisione. Sono invero due, ricordano gli “ermellini”, le condizioni in base alle quali l’assemblea può dare al condomino “secessionista” l’agognato placet a maggioranza e non all’unanimità: dal distacco non deve derivare alcuna variazione di calore con squilibri nella fornitura agli altri appartamenti, oltre che nessuna incremento di esborsi per chi vuole continuare a servirsi dell’impianto centralizzato. Da notare la parziale riforma della sentenza di primo grado da parte della Corte d’appello che dichiara la nullità anziché l’annullamento della delibera. Il condomino condannato evita almeno di dover riallacciarsi all’impianto comune. Le spese del giudizio di cassazione sono compensate.

12.07.31 Cassazione 13718 Distacco Impianto Centralizzato Riscaldamento