20 Giugno 2014

Risponde di stalking chi infastidisce e danneggia i vicini di casa


14.06.19 Cassazione – Risponde di Stalking chi infastidisce e danneggi i vicini di casa

Rischia una condanna per stalking lo schizoide che abbandona escrementi davanti alle porte dei vicini, li vessa e li infastidisce con ogni mezzo. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza 26589 del 19 giugno 2014, ha respinto il ricorso di un 20enne contro la decisione del Tribunale di Roma che ha confermato l’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari con la quale veniva provvisoriamente applicata la misura di sicurezza della casa di cura e custodia per il reato di cui all’art. 612-bis Cp ipotizzato nella commissione di molestie, ingiurie e danneggiamenti nei confronti di tredici condomini.

Il caso
Il ricorrente, sulla sussistenza del presupposto della pericolosità sociale, ha lamentato la mancanza di motivazione sul successivo provvedimento con il quale il Giudice per le indagini preliminari aveva sostituito la misura in oggetto con quella della libertà vigilata e illogicità della prevalenza attribuita alla relazione del consulente tecnico del pubblico ministero, fondata su un solo incontro con l’indagato, senza le dichiarazioni della famiglia, della scuola e le proprie dichiarazioni sui fatti.

Per la quinta sezione penale la sussistenza della preclusione all’applicazione provvisoria della misura di sicurezza, dedotta con riferimento alla precedente richiesta di applicazione della misura cautelare della custodia in luogo di cura e alla mancata impugnazione del provvedimento reiettivo della stessa, veniva correttamente esclusa dal Tribunale in base alla diversità dei presupposti delle due misure: «Mentre infatti la misura cautelare trova la propria giustificazione nelle specifiche esigenze indicate nell’art. 274 Cpp, contemperate ai sensi dell’art. 286 Cpp con la condizione di infermità mentale dell’indagato, presupposto dell’applicazione provvisoria della misura di sicurezza è una prognosi positiva sull’irrogazione di detta misura all’esito del giudizio in presenza dell’accertamento della pericolosità sociale dell’indagato, pericolosità per la quale il rimedio tipico apprestato dall’ordinamento è per l’appunto l’anticipazione della misura di sicurezza».

Condotta dannosa
Per circa un anno il giovane ha avuto comportamenti gravemente molesti, fatti di abbandono di escrementi davanti alle porte di ingresso delle abitazioni dei condomini, danneggiamento di autovetture degli stessi, versamento di acido muriatico nei locali comuni dell’edificio, immissione di suoni ad alto volume nella confinante camera da letto della figlia minore di uno dei condomini, pronuncia di epiteti gravemente ingiuriosi nei confronti di alcune persone offese e l’inserimento di scritti di contenuto delirante nelle cassette postali.
Insomma, tali condotte hanno portato a uno stato di ansia e di timore per l’incolumità delle famiglie dei condomini e al mutamento delle loro abitudini di vita (come ad esempio la privazione per i bambini della possibilità di giocare all’interno del condominio), e tutto ciò ha configurato il requisito della pericolosità sociale