21 Marzo 2014

Sì all’ascensore all’interno della tromba delle scale quando la riduzione dei pianerottoli è lieve e sono mantenute le fonti di luce


14.03.21 Tribunale di Roma Si all’ascensore all’interno della tromba delle scale quando la riduzione è lieve

È legittimo installare l’ascensore all’interno della tromba delle scale se la riduzione dei pianerottoli è lieve e sono mantenute le fonti di luce: le modifiche alla cosa comune possono costituire un’innovazione consentita anche al singolo o a un gruppo di condomini purché non alterino la destinazione e non impediscano il pari uso della cosa comune agli altri partecipanti. Lo ha sancito il Tribunale di Roma che, con la sentenza 24025/2013, ha ritenuto lecita l’opera richiesta dal proprietario, come progettata ed esaminata.

Il caso
Con atto di citazione il proprietario dell’unità condominiale nello stabile ha esposto l’intenzione di installare nelle scale di proprietà comune un ascensore che non ledeva il diritto degli altri condomini ma costituiva uso consentito del bene comune ex art. 1102 Cc.
Si costituivano alcuni dei condomini chiedendo il rigetto della domanda.

La quarta sezione civile ha osservato che l’installazione di un ascensore costituisce un’innovazione poiché, con tale intervento, si pone in essere non solo una maggiore utilizzazione ma anche una modifica strutturale di parti comuni: in genere della tromba delle scale e dei pianerottoli. «Ma è anche vero che – continua il Giudice romano – le innovazioni della cosa comune rientrano nell’ambito di operatività dell’art. 1120 Cc e richiedono, pertanto, la maggioranza qualificata ivi contemplata, solo ove comportino una spesa da ripartire fra tutti i condomini anche dissenzienti su base millesimale, mentre qualora (come nella specie) non debba farsi luogo a un riparto di spesa, per essere stata questa assunta interamente da un gruppo di condomini, trova applicazione la norma di cui all’art. 1102 Cc, che contempla anche le innovazioni».

Insomma, le modificazioni apportabili alla cosa comune in forza dell’art. 1102 Cc possono costituire anche un’innovazione, nell’accezione tecnico giuridica di cui all’art. 1120 Cc, e in tal caso sono consentite anche al singolo condomino o a un gruppo di essi se non alterano la destinazione e non impediscono il pari uso della cosa comune agli altri partecipanti al condominio. Le opere, infine, devono essere rispondenti al disposto dell’art. 1120, secondo comma, Cc che vieta le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato ovvero ne alterino il decoro architettonico o rendano talune parti dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino. La norma infatti ha portata generale ed è collocata nell’articolo in esame al fine di rendere evidente che essa costituisce un limite invalicabile anche per la maggioranza dei condomini.
Si osserva, inoltre, che «l’installazione di un ascensore in un edificio che ne è privo può essere effettuata anche da singoli condomini in quanto riflette un servizio di separata utilizzazione purché sia fatto salvo il diritto degli altri condomini di partecipare in qualunque tempo ai vantaggi dell’innovazione contribuendo all’eventuale installazione ed alla manutenzione. E non vi è lesione delle sopra citate norme laddove risulti che, dall’innovazione, non derivi pregiudizio sotto il profilo del minor godimento della cosa comune non essendo fra l’altro necessario che, dall’innovazione, debba derivare per i condomini dissenzienti un vantaggio compensativo. Non vi è nemmeno lesione dei diritti all’uso comune di cui all’art. 1102 cc anche quando, considerato che il concetto di inservibilità va interpretato come sensibile menomazione dell’utilità che all’origine il condomino traeva dalla cosa comune, il pregiudizio vada a vantaggio di tutti i condomini mentre leda i diritti anche di un solo condomino senza il superamento della normale tollerabilità».

Nel caso esaminato, l’impianto, dopo le risultanze della consulenza tecnica che ha attestato  la conformità a legge del progetto (struttura in metallo che, benché ancorata all’edificio, è autoportante e contiene un ascensore che, per essere oleodinamico, grava sulle fondazioni della torre metallica, senza alcun aggravio di peso alla struttura dell’edificio) è stato ritenuto legittimo visto che non ha violato nessuna normativa e, nonostante la riduzione dei pianerottoli, nè limitato il passaggio delle persone e le fonti di illuminazione