27 Dicembre 2011

Spese straordinarie per l’ascensore divise in base ai millesimi: paga anche il condomino del piano terra


Anche chi non usa mai l’ascensore può essere costretto a pagare le spese
necessarie ai lavori per l’impianto inagibile nonostante abiti al piano terra o
sia soltanto proprietario di un negozio: il regolamento condominiale, infatti,
può derogare ai criteri di riparto del codice civile e non rientrano fra gli
esborsi riconducibili al mero esercizio dell’elevatore le somme dovute per
riportare in funzione l’ascensore bloccato dalle autorità per motivi di
sicurezza. È quanto emerge dalla sentenza 28679/11, pubblicata il 23 dicembre
2011 dalla seconda sezione civile della Cassazione.

Regola e deroga

Perde la sua battaglia contro il condominio il proprietario che non utilizza
mai l’ascensore e voleva evitare, a suo dire, di pagare solo per gli altri. Il
punto è che il regolamento condominiale ben può disporre che le spese di
manutenzione ordinaria e straordinaria dell’ascensore, così come dell’impianto
di riscaldamento, siano a carico anche delle unità immobiliari che non
usufruiscono del relativo servizio con ripartizione degli esborsi in misura
proporzionale ai millesimi di proprietà. Non fa una grinza, nella specie,
l’interpretazione del regolamento condominiale offerta dal giudice del merito,
secondo cui gli interventi che non hanno il carattere della periodicità sono a
carico di tutti i proprietari; non ha dunque scampo il condomino riottoso, dovrà
pagare: è escluso che si possa negare la natura straordinaria degli interventi
realizzati sull’ascensore, che era stato “fermato” perché non conforme alla
normativa di sicurezza europea. Insomma, si tratta di lavori effettuati per
salvaguardare l’incolumità degli utenti, che attengono alla conservazione
strutturale dell’elevatore e non possono quindi essere ricondotte alla
manutenzione ordinaria. Il condomino recalcitrante ci rimette anche le spese di
giudizio.

11.12.23 Cassazione 28679 Spese Straordinarie Ascensore allegato_5093-1325001556