30 Settembre 2013

Stop al nuovo redditometro: è contro privacy e norme Ue senza i limiti alla conservazione dei dati


Congelato il nuovo redditometro perché contrario al codice privacy e perfino ai principi comunitari: non è infatti previsto alcun limite di tempo alla conservazione dei dati personali del contribuente e questo pare troppo anche se in favore del fisco. È quanto emerge dalla sentenza 10508/13, pubblicata dalla sezione stralcio del tribunale di Napoli.

Ad libitum
Accolto il ricorso del contribuente difeso dall’avvocato Roberto Buonanno. Il giudice ordina all’Agenzia delle entrate di non intraprendere alcuna ricognizione, archiviazione, o comunque attività di conoscenza e l’utilizzo dei dati, relativi a quanto previsto dall’articolo 38 quarto e quinto comma dpr 600/73. E se l’attività è iniziata deve cessare e bisogna distruggere i dati raccolti negli archivi dopo il 24 dicembre 2012, cioè dall’epoca del nuovo redditometro, oltre che darne notizia all’interessato. Il punto è, secondo il giudice del merito, che il codice privacy prevede che il trattamento dei dati sensibili da parte dei soggetti pubblici è consentito soltanto se autorizzato ad hoc mentre per il redditometro la norma espressa manca. Senza dimenticare che, si legge in sentenza, a carico del contribuente scaturisce un vero e proprio automatismo senza verifiche concrete. La conservazione dei dati personali ad libitum, infine, risulta contraria al principio Ue di proporzionalità. Spese di giudizio compensate per la novità della questione.
13.09.30 Tribunale di Napoli-Stop Agenzia Redditometro